Guida al Consumo Critico

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(da AC n.5 a3° maggio 1996)
Nuove iniziative nel campo dei consumatori: rilancio delle Carte dei Servizi (quelle che dovrebbero garantire uno standard di qualita', informare e fornire strumenti di tutela per il cittadino), nuova proposta per la pagella dei giudizi dati dagli utenti alle aziende locali (promossa dalla Cispel), nascita di un Consiglio nazionale composto dalle Associazioni per costituirsi in giudizio e tutelare i consumatori, nuova campagna di boicottaggio della Nestle' non comprando Nesquik e Netscafe', promossa da Alfazeta, Baby Milk Action, RIBN (Rete Italiana Boicottaggio Nestle') e IBFAN, specificatamente basata sugli effetti devastanti del latte in polvere Nestle' usato nel terzo mondo (4000 bambini messi in pericolo ogni giorno).
Questa volta vorrei trattare di un volume della casa editrice EMI a cura del Centro Nuovo Modello di Sviluppo. Il titolo: "Guida al consumo critico". Dopo "Lettera ad un consumatore del Nord", "Nord-Sud predatori predati opportunisti" e "Boycott", per citare i più famosi, il centro di Pisa coordinato da Francesco Gesualdi ci dota di un altro buonissimo strumento per poter formare la nostra coscienza di consumatori, per poter intervenire sempre più direttamente sugli effetti del nostro modello di sviluppo. Questa volta sono stati elencati una serie di prodotti (marchi), tenendo conto di quasi 180 imprese valutando l'eticità dei comportamenti delle stesse in base a tredici elementi fondamentali: trasparenza, abuso di potere (influenza politica), rapporti col terzo mondo, ambiente, armi ed esercito, vendite irresponsabili (pericolosità dei prodotti), sicurezza e diritti dei lavoratori, regimi oppressivi (connivenza...), frode e corruzione, trattamento degli animali, etichette e pubblicità, paradisi fiscali (filiali), boicottaggi (già in atto).
Le multinazionali, come sappiamo, hanno un peso in tutto il nostro pianeta, esse provocano effetti in ogni nazione in cui posano le loro basi e per utilizzare le strade che l'economia offre a livello planetario spesso non tengono conto della diversità delle situazioni.
L'inquinamento è uno degli effetti più trattati del nostro tipo di società che privilegia il Nord nella sua corsa al capitalismo occidentale. Esistono pero' altri effetti, ad esempio il tipo di gauadagno dei lavoratori nei vari paesi non puo' essere calcolato su di un tantum generale, è in rapporto al costo reale della vita e del sostentamento minimo che si puo' esprimere un giudizio reale di sfruttamento da parte di una azienda.
La Sobrietà è un valore da riproporre anche attraverso questi quattro strumenti: ridurre, nel senso di riequilibrare la quantità in vista della qualità dei nostri consumi, reciclare, riutilizzare e riparare ottenendo cosi' un risparmio energetico ed una maggiore valorizzazione del lavoro umano e del prodotto stesso.
Certo il consume Equo e Solidale (associazioni quali Nuovi Orizzonti e Mappamondo) puo' essere una risposta diretta ed efficace, ma anche all'interno del nostro sistema operando una scelta il consumatore puo' indirre le ditte a cambiare l'impostazione, a valorizzare il lavoro umano e la produzione come strumenti di crescita non di imbarbarimentro e oppressione umana.
Bisogna che teniamo conto degli effetti che le nostre scelte hanno, essi sono di portata planetaria e vanno a colpire magari popoli interi. Il consumatore ha sulle imprese potere di vita e morte, quindi noi possiamo fare si che la nostra scelta sia anche una scelta etica di vita e rispetto della vita.


Alessandro M.

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