Erboristerie a Parma.
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(da AC n.9 a2° ottobre 1995)
Abbiamo parlato dell'utilizzo dei prodotti dell'erboristeria, per
l'alimentazione e la cura, nella notra città con il dott. Maurizio Pittarelli.
A Parma esistono circa 30 punti vendita del genere, quindi quasi
10.000 persone per punto vendita. Parma poi rientra nella zona ove
più è diffusa l'esigenza di questi prodotti, ossia l'area più
industrializzata del paese ove più è sensibile il distacco dalla vita
naturale. L'Emilia è la quarta dopo la Lombardia, il Lazio e il
Piemonte, come concentrazione dei punti vendita.
L'interesse per questo campo è distribuito tra i 25 e i 60 anni di età,
probabilmente i più giovani non hanno ancora potuto formarsi delle
convinzioni tali da avvicinarli ad una alimentazione e ad un metodo di
cura diverso, per loro è già importante una certa sensibilità comunque
verso i problemi ambientali.
In generale comunque tutti i clienti hanno una certa attenzione a tutta
la tematica: la salute, l'alimentazione e l'ambiente e non cadono
nell'interesse superficiale solo per l'aspetto curativo o immediato.
A Parma e provincia vi sono poi epsrienze di coltivazione bilogica:
dalle coltivazioni sperimentali delle comunali parmensi al tentativo di
qualche agricoltore singolo, rivolto specialmente alla melissa, il tiglio,
la menta... ed esiste anche una azienda agrituristica nei pressi di
Tizzano. Certo è che il mercato nel suo complesso non è tanto vasto,
e quindi anche una sola industria specializzata (come quelle in
Toscana) copre il fabbisogno nazionale, provocando una certa
insicurezza per il coltivatore di ottenere un guadagno accettabile.
Molto meglio per loro utilizzarla come coltivazione complementare per
ovviare al fatto che la nostra agricoltura ha senz'altro una vocazione
diversa.
Alessandro M.
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