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La distruzione del tessuto storico delle cittą
Di Alex (del 26/03/2010 @ 19:51:14, in Societą, linkato 1202 volte)

Distruggere le vecchie strutture delle città, in cambio di costruzioni finalizzate alla produttività non è solo una scelta discutibile.

Vi sono stati grandi commercianti e produttori che non hanno lasciato memoria nelle generazioni successive, questo perchè la mempria dei luoghi è più facilmente legata ad eventi emotivi, importanti per la vita sociale, per la storia di una società.

La casa dove ha abitato un poeta, la piazza dove è stato fucilato un partigiano, il vecchio mulino attaorno al quale hanno giocato varie generazioni di bambini, l'albero sotto il quale i vecchi si sono seduti per decine di estati, padri, nonni, figli... questi sono i luoghi della storia, quelli che spesso vengono ricodato da un nome, da un nomignolo, da un racconto degli anziani o da una targa. Sono i luoghi che rendono uno spazio vissuto dagli uomini interessante, e speciale, qualcosa che aiuta ad identificare quella particolare città e entra nel quotidiano delle persone...

Invece sono pochissimi i casi in cui i luoghi della memoria della vita comune sono determinati da uffici, negozi, fabbriche, strutture produttive.

Quindi cambiare i vecchi luoghi delle città (come accade a Parma) per luoghi di cemento armato in nome della produttività distrugge gli spazi di vita degli anziani e delle generazioni e riempie la città di luoghi dell'oblio, che non genereranno spazi di memoria, ma contenitori di attività commerciali che verranno facilmente dimenticate distruggendo pian piano il valore della città stessa, il suo cuore pulsante.