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NOTE DA UN VIAGGIO NELLO SPIRITO DEI MAYA E DEI NATIVI D’AMERICA
Di Alex (del 02/08/2010 @ 13:35:40, in Società, linkato 2636 volte)

Giugno 2010

Il nostro viaggio portava con sé una ricerca, una domanda.

Sicuramente voleva prima di tutto entrare in contatto con quello che era stato lo spirito dei Maya, coloro che avevano predetto, per primi, i cambiamenti che ci saranno nel 2012, quindi avere un face to face, un momento di conoscenza e rispetto con il popolo dei nativi americani, a cui portavamo anche un messaggio di stima ed una richiesta di un messaggio, un consiglio per il centro spirituale della Casa del Tibet di Votigno (RE).

Il primo momento con i Maya è stato intenso, ma anche difficoltoso visto che la loro cultura e la loro civiltà si è quasi estinta molti anni fa e rimangono, di quell’epoca, solo le rovine (abbiamo visitato Coba, Tulum e Chichén Itzá).

 

 la piramide di Chichén Itzá

 

- Questo popolo antico, che però non è davvero così antico essendo ancora vivi i loro discendenti diretti ed essendo stato spodestato come popolo sovrano solo quattrocento anni fa, aveva delle caratteristiche non lontane dai nativi americani (vicinanza, tabacco come viatico spirituale, guerra solo come necessità e mai come strumento di distruzione di massa o conquista pura, rapporto con la natura e ambiente di vita sia rigoglioso che desertico…), e dalla nostra cultura medioevale romanica (horror vacui, asimmetria, rappresentazione della natura…) pur avendo strutturato una cultura lontana dalla nostra e non avendo mai raggiunto quello che qui  in Europa viene definito dagli storici il neolitico… -

 

 dal web,un villaggio dei Maya di oggi

 

Abbiamo anche avuto un incontro con i Maya che tuttora esistono e vivono quasi come allora in capanne naturali senza quasi strumenti tecnici, all’interno della giungla, che è stata aperta per fare strade e case, ma permea ancora tutta l’area dello Yucatan ed in cui ancora vivono molti animali selvaggi e vivono e coltivano appunto i Maya.

Essi sembrano avere accolto la religione cristiana, ma hanno ancora molti elementi che invece fanno filtrare i vecchi riti e le vecchie divinità, come alcune statuette di terracotta nei quali viene bruciato l’incenso (comune a quasi tute le religioni) mentre si suonano gli strumenti (flauti, conchiglie, maracas e tamburi) che erano gli stessi strumenti dei suonatori sacri di un tempo.

I maya, nati dal mais, che ancora i vecchi cucinano nelle case a fuoco lento e che i messicani mangiano come gallette con intrugli ben piccanti, vivono ancora in povertà a contatto con la loro terra e vicino alle rovine che furono i centri spirituali del loro passato e che ora sono luoghi di turismo. Anche se ancora molte rovine attendono nella giungla e la vita è ben diversa nel Chapas, dove i nativi a fatica anno trovato una loro autonomia amministrativa…

 

 

uno spirito

Lasciando il Messico siamo approdati in Nuovo Messico, un stato degli Stati Uniti definito sulle loro monete Land of Enchantment,

molto poco turistico, e poco industrializzato, ma caratterizzato da un passato particolare: in quella zona desertica che confina con il Texas, l’Arizona, il Colorado  ed a sud con il Messico stesso, vi sono le riserve di molti popoli di nativi americani diversi (22) tra cui i Pueblo, i Navajo, gli Zuni, gli Hopi, gli Apache, … inoltre qui si sono stabilite le prime comunità Hippy degli anni sessanta e vi sono zone vicine alquanto particolari ed infine questa è la terra colonizzata dall’uomo bianco, dagli europei, più antica in quanto gli spagnoli vi si stabilirono molto prima del viaggio dei Pilgrim Fathers… qui passa il Rio Gande un fiume famoso per essere stato teatro di tante battaglie e meta dei cercatori d’oro che passarono da qui non senza il loro carico di violenza, disperazione, morte, ma anche successo, pionieri di quello che divenne il la famosa brama di West, che portò questa terra ad essere lo scenario prima della vittoria degli europei sui nativa e poi le quinte di moltissimi film che poi ripresero quel periodo.

All’arrivo in una antica cittadina Navajo poi conquistata da un imprenditore del carbone europeo che gli diede il nome, Gallup, abbiamo pernottato in un “antico”  (in America bastano 50 anni) hotel che ospitò molti attori e attrici che girarono i vari film ambientati nel vecchio west di Hollywood.

La persona che gestiva l’accesso all’hotel apparteneva ai Navajo.

Abbiamo tentato quindi un primo approccio spiegando il nostro interesse ad entrare in contatto con la cultura dei nativi e che portavamo con noi una domanda fatta da un centro spirituale in Italia, ma la risposta è stata molto decisa: molte, troppe persone vanno in quei luoghi e vogliono conoscere la cultura e la “religione” dei nativi, ma questa fatta per loro non per noi.

Inoltre nessuno in America ama parlare della propria religione….

Ad un secondo tentativo, dopo aver riflettuto sulla risposta che avevamo ottenuto, ho spiegato alla persona che non ero interessato a parlare di religione, ma di spiritualità e che di solito non consideravo negativo rispondere a qualcuno che chiedesse un consiglio.

Inoltre mentre il mio interesse era solo di poter incontrare una persona di spirito, senza neppure rivolgerle domande, portavo con me una “missione” per la quale chiedevo due consigli: uno riguardo alla ricerca spirituale di chi voleva recuperare un contatto profondo con la natura, e due rispetto a ciò che sarebbe accaduto nel 2012.

La persona ha quindi accettato di chiarirci che non credeva in ciò che doveva accadere nel 2012, tutto in realtà è circolare…  molte persone si fanno prendere da queste cose… Ognuno deve cercare la risposta alle esigenze spirituali dentro di sé, lui seguiva gli insegnamenti dei Navajo, ma questi non erano fatti per noi… Le religioni in realtà sono fatte per creare paura e controllare le persone, non esistono solo dei buoni, ma vi sono tante cose di cui tenere conto, mentre la spiritualità è molto più potente e personale e per questo non voleva parlarne.

Il nostro percorso ci ha quindi portati a visitare i nativi di Zuni Peublo, dove si animò la prima, ed unica, rivolta dei pueblo contro la dominazione spagnola verso la fine del 1600. Qui abbiamo riproposto poi la nostra richiesta di come poter avere un messaggio riguardo queste dimensioni spirituali,e la guida ci ha riposto che occorreva parlare con un medicine-man (un uomo-medicina, uno “sciamano”, o meglio colui che ha accesso alla dimensione esoterico-spirituale, al mondo degli spiriti), ma visto che era in preparazione la loro cerimonia più sacra, ossia la summer-dance del solstizio estivo del 21 giugno, difficilmente avrebbero accettato di parlare con noi essendo impegnati nella preparazione.

Il nostro percorso ci ha portati quindi a Sidona, sui monti dell’Arizona, famosa perché attorno ad alcuni picchi di roccia molto antichi, i sensitivi di tutto il mondo percepiscono molta energia, divisa in energia femminile, maschile e di equilibrio. Sembra che la particolare conformazione del sottosuolo dia origine a dei Vortex, dei vortici di energia.

 

 

 Sidona

 

I luoghi erano molto suggestivi, e devo dire che in generale quelle zone con i cieli amplissimi, i canyon, il deserto di vari colori, l’orizzonte senza fine, le montagne antichissime, ed il confronto immediato tra l’uomo, la terra, il sole e le nuvole porta con sé già moltissima energia.

Non so se i Vortex siano realtà o mistificazione, però sono sicuro che quei luoghi sono sacri di per sé e lo erano per i nativi, inoltre vi era un suono molto simile all’energia elettrica che sfrigola che rendeva il tutto molto particolare.

 

 

 la terra dei nativi…

Dopo aver visitato le Mesa degli Hopi dove vivono ancora con un rapporto molto stretto con le tradizioni e il deserto, e le terre dei Navajo, che hanno optato per una civilizzazione” più moderna e la creazione di vari Casinò, i quali hanno dato respiro ai nativi dopo un periodo di grande povertà di risorse, siamo tornati in Nuovo Messico, nella strada che da Albuquerque porta a Santa Fe e a Taos.

 

 

 

  da web: una Mesa degli Hopi

Tra gli Hopi ho acquistato nel museo un saggio di uno studioso che ha raccolto le ultime profezie dei vecchi saggi, prima che lasciassero questa dimensione, nelle quali si parla delle difficoltà che i popoli nativi avrebbero avuto per mantenere le loro tradizioni, ma di più la loro spiritualità, del rischio che fossero conquistati una seconda volta dai loro stessi giovani oramai assuefatti dall’americanismo.

- In effetti ciò che mi confermava una donna successivamente, la situazione dei nativi è molto difficile: conquistati, poi liberati, ma ancora all’interno dello stato che li ha conquistati, ancora ostaggi dei loro conquistatori, che li hanno privati della loro terra, e da cui dipendono ancora in quanto i trattati che definiscono le riserve non sono proprio definitivi ed in cambio l’America dell’uomo bianco non cessa di conquistarli ogni giorno con il consumismo, l’americanismo ed il capitalismo, i richiami dell’easy-life, del vivere comodi con la tecnologia e l’esercito onnipresente… inoltre vi è una fatto sia negativo sia positivo riguardo i nativi americani o gli indiani come noi gli chiamiamo,sono molto conosciuti in occidente per un discorso culturale, ossia per i film, la letteratura e i fumetti, quindi fanno parte del nostro background molto più di altri popoli con un grande rapporto con la natura, si pensi agli animisti dell’Africa, ai popoli che vinvono sugli alberi del Bangladesh e dell’India, ed agli aborigeni dell’Australia… Quindi noi non li lasciamo vivere da soli, continuiamo a domandargli qualcosa, ad interessarci di loro…  -

Tra le profezie si parla di quello che deve accadere nei primi anni del 2010, anche se il tutto sembra legato dalle scelte che gli uomini coinvolti faranno, non da un determinismo assoluto.

Dopo aver visitato Madrid, una piccola cittadina nata da un’antica miniera di carbone, poi meta di hippy (fricchettoni diremmo noi oggi) ed ora piena di casette di legno in stile antico e di artisti che in passato parteciparono al movimento hippy e che ora producono artigianato artistico, siamo arrivati a Taos.

 

 

 

  da web: Madrid NM

 

Durante la visita, ripetuta per due giorni consecutivi, al Pueblo di Taos, ossia al villaggio nativo tra i più antichi, che sorge molto vicino alla cittadina e caratterizzato da un’architettura ancora tradizionale, ossia con costruzioni di fango, ci siamo resi conto che qui i nativi sono molto più abituati al rapporto con gli occidentali e quindi più disponibili anche a parlare.

Nelle loro case, durante il giorno, vengono allestiti degli atelier in cui si mostrano i prodotti di un raffinato artigianato artistico, ma dove si crea anche un momento di passaggio, di rapporto tra le diverse culture.

Qui abbiamo conosciuto parecchie persone che ci hanno accolto e con cui abbiamo avuto vari scambi sulle cultura americana, quella europea e la nativa, sulla produzione artistica ed infine anche sulla spiritualità.

 

 

 

  da web: Taos Pueblo

 

Un giovane ragazzo che aveva origini italiane in quanto il padre veniva dall’Italia ed ora viveva in quel pueblo, ha risposto alle nostre domande chiarendo che aveva parlato con suo nonno della tradizione spirituale del suo popolo e con i suoi amici di ciò che stava accadendo. Secondo lui gli avvenimenti degli ultimi anni chiarivano che si stava preparando una momento di grande cambiamento: le torri gemelle, il mare nero e anche un fatto molto strano, ossia un’aurora boreale sopra i monti dietro il loro pueblo pochi anni fa…

Un anziano artigiano del luogo ci ha raccontato una delle loro “leggende”.

Tra gli oggetti della sua bottega aveva degli ossi divisi tra bianchi e seganti di nero dentro un sacco di pelle.

Era un gioco antico a cui aveva giocato per ore una volta.

Quel gioco viene da molto lontano: quando agli inizi dei tempi esistevano due fazioni, gli uomini e gli animali, si fece quel gioco in cui l’osso bianco che rappresenta il femminile vince e quello colorato di nero il maschile perde, per decidere a chi dovesse andare la supremazia sulla terra.

Gli uomini e gli animali avevano entrambi 10 ossi.

All’inizio gli animali vincevano, in quanto essi erano in grado di cantare e ballare per la terra, e gli uomini rimasero con un solo osso contro i sei degli animali.

Mentre gli animali erano già pronti a saltare sugli uomini per mangiarseli, il capo degli uomini intonò un canto con il tamburo sacro e si rivolse al Grande Spirito, cantando il momento della creazione, del cielo, della terra, dell’acqua, degli animali e degli uomini.

Quindi, grazie al Grande Spirito, con quell’unico osso gli uomini vinsero, e mentre gli animali tornarono nella foresta, nell’acqua o scavando, nel terreno, il Grande Spirito diede all’uomo la supremazia e la possibilità di sfamarsi con gli animali… ma solo fino a che avesse avuto rispetto degli stessi e della natura, altrimenti egli avrebbe ridato la vittoria agli animali e alla natura.

Un’artista già affermato ci ha dato la risposta più diretta alle nostre domande, ma, credo, non la meno importante.

Meko Concha, che nella sua casa di terra, al di là del torrente sacro che attraversa, con la sua acqua pura, il pueblo, tiene poche cose, pur essendo un pittore, scultore e scrittore, ma che ama mostrare le foto dei suoi avi, e quelle dei suoi manufatti artistici; ci dice che gli uomini ora stanno e camminano sul terreno, ma non lo comprendono. Inquinano, distruggono e stravolgono la terra, ma non la comprendono più.

Dopo aver ascoltato le nostre domande, al nostro secondo incontro, ci ha risposto che non vi è nessun mistero in quello che a breve accadrà e sta già accadendo… l’uomo non rispetta più la natura e questo ha delle conseguenze.

Avendo abbandonato la via, strada giusta la natura risponde.

Gli uomini, i giovani si rimbambiscono davanti alla tv e non sono più in grado di pensare e sentire.

La terra farà la sua strada e tra poco tempo si vedranno gli effetti.

Ma tutto questo è dovuto agli uomini, siamo noi a provocarlo, non è un fatto assoluto.

Il serpente con le corna, simbolo dell’acqua è molto importante.

L’acqua va rispettata, noi stessi siamo fatti per due terzi di acqua, siamo tutti parte del grande spirito, ognuno deve fare ciò che può nel suo posto, per recuperare questo rapporto e rispetto della natura, della madre Terra.

 

 

 

  New Mexico