\\ Home Page : Articolo : Stampa
Il terremoto in Giappone, l'UnitÓ d'Italia, i simboli ed il 2012
Di Alex (del 19/03/2011 @ 14:41:26, in SocietÓ, linkato 1301 volte)
Quando viviamo riceviamo tantissimi stimoli, su più livelli, coscienti ed inconsci.
Siamo continuamente intersecati da onde elettromagnetiche di ogni genere e frequenza, alcune "tecnologiche", molte naturali.
La nostra psiche è stimolata da input diversi, che ne muovono le competenze sensoriali, la memoria, i ricordi, le matrici emotive e le progettualità attive.
Ciò che ci stimola passa attravreso i sensi, e noná solo molto probabilmente, e si inserisce nel discorso più complesso del snostro essere di mente, corpo, spirito.
Le forme, i suoni, i colori, le vibrazioni, la temperatura, il sole o la luna, l'umido ed il secco, gli odori ed i sapori.
Tutto conocorda a creare un insieme complesso, ma armonico, che determina un significato del proprio essere in quel luogo ed in quel momento, noi.
Le fome che percepiamo con i nostri occhi, così come gli altri elementi sensoriali, richiamano dlle simbologie archetipiche, le quali, possono conocrdare o contrastare con la nostra situazione di vita e di intenzione di quel momento.
Vi sono alcune forme che aiutano la nostra coscienza ad essere pienamente presenti ed attivi, a vivere in armonia ed intensamente quel momento, altre invece che ci disturbano, che creano delle interferenze tali da cambiare il nostro stato d'animo, tali da portarci ad una situazione emotiva diversa.
Certo la cosa non è assoluta, è di natura sottile, ma alla lunga può avere effetti evidenti, come nervosismo, indecisione, stanchezza etc.

Scegliere i simboli migliori è come decidere di frequentare e vivere in una ambiente consono, che si confà alle nostro sentire, è come decidere di uscire con gli amici anziché con persone poco conosciute che spesso ci mettono in difficoltà e ci fanno innervosire.

Qualis sono i simboli negativi e quali i positivi? Di certo le forme naturali sonoq uelle che alimentano le situazioni positive, e le forme naturali hanno di per sè un equlibrio intrinseco.
Per cui credo che le fome tonde siano da preferirsi rispetto a quelle appuntite o squadrate, a meno che quest'ultime non siana in una complessità equilibrata, come la bellezza dei cristalli in natura.
Più la forma ci avvicina al cerchio più calma e concentra, ci aiuta ad arrivare al nostro nucleo potente, come i mandala orientali, o le forme antiche che richiamano il sole e l'infinto.
Più la forma è appuntita o squadrata, più ci lega alla situazione pratica, ma anche esprime aggressività, come i triangoli, i quadrati e così via.
Materiali naturali come la terra cotta (i mattoni), le pietre con la le loro forme arrotondate dalla natura, ci aiutano, quanto invece il ferro, il cemento ed il vetro, di solito molto squadrati, hanno caratteristiche irritanti, fredde, e contribuiscono a rendere difficoltose le scelte di armonia.

Pensiamo alle volute celiche, ai disegni nelle caverne, ai templi antichi, ai luoghi sacri, fino ad arrivare alle strutture costruite dai nostri padri all'ijnizio del secolo scorso.

Ciò che è accaduto in Giappone è sconvolgente, ci richiama alla mente che il nostro mondo è effimero, che la nostra "civiltà" complessa è anche debole e purtroppo fondata su percorsi di energia poco puliti.
Non mi riferisco solo al nucleare, ma alla nostra scelta continua di provilegiare l'economia, il guadagno, il consumismo, la scienza, la teconolgia, l'individualismo ed il potere rispetto ad un sistema che, senza rinunciare a certe possibilità, mantenga un equilibrio tra corpo, mente spirito, tra emozioni e natura, tra sociale ed individuo, tra umano, naturale e soprannaturale.

Se ciò che serpeggia sul 2012 fosse anche solo in parte vero, io dico, come diceva Pascal, meglio non rischiare di perdere una grande opportunità di fare un salto in una dimensione più evoluta, non dico migliore o progresso perchè sono falsi miti.
Se davvero è in atto un contrasto trta forzeche no vogliono il cambiamento e vogliono mantenere il potere su questa dimensione e forze che vorrebbero una evoluzione di questa realtà, è meglio non sprecar questa occasione. Lavorare per recuperare al meglio la nostra capacità più grande, che ci consente di comprendere e rispettare con il cuore ciò che ci circonda, nella maniera più profonda, non solo a parole o con il cervello, ma con il senso di ciò che è, con la nostra natura.

L'unità d'Italia. Mah. certo sarebbe bello poter sentire l'Italia come una nazione di persone unite, che si rispettano e che cooperano per vivere meglio e far vivere meglio.
Però è evidente che l'Iatlia sia una delle utlime nazioni europee che si è riunificata, che lo ha fatto non per volontà del popolo, ma per un disegno deciso da Cavour, dai Savoia e con l'aiuto di Garibaldi, auspicato da mnolti intellettuali, ma di certo non sentito allo stesso modo da tutti gli italiani.
Certo l'Italia era stata unita dai romani, ha una conformazione geologica e fisica che ne rende chiara la coerenza geopolitica, ma è stata divisa per 1200 anni, si è unificata per un intervento deciso a tavolino 150 anni fa, e nel frattempo ha subito il fascismo, le due guerre, il boom economico, l'ideologia terroristica e la guerra fredda, tralasciam le tristi vicende odierne.
Però ci rimane poco come tempo per strutturare gli italiani, Ci hanno provato con la televisione e le scelte culturali e sociali i democristiani con al costituente ed i governi del pentapartito nel dopoguerra, di certo, pur creando una situazione stagnante, avevano portato gli italiani ad una cultura unitaria, ad una stabilità sociale e ad una situazione economica non male.
Però non possiamo dire che si sia fatta crescere al cosienza dei cittadin, mi sembra che, dopo il medioevo, il popolo italiano sia sempre stato trattato come qualcuno che avesse bisogno di essere guidato per mancanza di capacità autonoma. Abbiamo avuto sempre dei padri della patria, come se non ci fossimo tolti dalla testa il bisogno dei cesari e dei senatori romani...

Tuttora ci dimopstriamo asfiittici, senza idee sociali, senza comunione, individualisti e presuntuosi, di certo l'ideologia cattolica, che dovrebbe essere tuttaltro, non ha avuto un grande successo sotto questo punto di vista, e anche la cultura non è cresciuta "bevendo alla fonte dei grandi antichi".

Peccato. Credo ci sia poco da festeggiare e molto da lavorare.