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La religione, la religiositÓ e la ricerca spirituale.
Di Alex (del 02/09/2014 @ 21:20:19, in SocietÓ, linkato 1221 volte)

Le persone, nel corso della loro vita, cercano, man mano che crescono come individui, di difendere le loro posizioni e le loro autonomie decisionali.
I figli spesso non accettano consigli e tanto meno intromissioni nelle loro scelte di vita, come quali amici avere, quali compagni i compagne frequentare, quali scuole o studi seguire.
Si vuole decidere da soli chi amare, o di chi innamorarsi, e quali strade, anche sbagliate, seguire, per crescere da soli come individui, e chiarire quali siano le nostre scelte individuali.

Senz'altro, ove questo individualismo non sia esaperato, è un persorso importante per la crescita personale e per la formazione della propria coscienza.

Nella nostra società moderna non si accetta più che sia il patriarca a decidere il marito delle figlie, e il lavoro che dovranno svolgere i figli maschi.

Si esce di casa, ci si affranca dai genitori economicamente e ci si crea la propria strada.

Quindi si ritene assurdo che altre persone decidano per noi.

Gli amici, gli amori, la casa, gli studi, il lavoro, sono aree importanti della nostra vita che non lasciamo in mano ad altri.

Allora mi chiedo: la scelta che riguarda ogni individuo di questo mondo, la decisione di quale valore dare al proprio vivere, quale senso dare alla morte e su che scala di valori costrure la nostra crescita, ossia il proprio percorso spirituale, perchè viene ancora demandato ad altri?

Ci siamo affrancati, in buona parte, da anni di patriarcato, visioni dittatoriali e accademiche, ma per wuanto riguarda il nostro spirito ancora è considerato assurdo che una persona percorra una sua strada personale.

Nella scelta che dov rebbe determinare il senso del nostro esistere, ed anche del nostro morire, demandiamo ad altri di dirci come dobbiamo agire e pensare!

Io credo invece che una scelta così sostanziale sia assolutamente privata e individuale.

Senz'altro un pecorso spirituale si arricchisce dal mettere in comunione i propri percorsi e le proprie riflessioni.

Ma ritengo che chi dedica la sua vita ad un percorso spirtuale abbia il compito di trasmettere la sua esperienza in proposito, non cosiderare la sua esperienza personale come la stessa valida per me o per altri.

Posso rivolgermi ad un professionista per farmi dire come si suona tecnicamente uno strumento, come si disegna, come si pratca uno sport al meglio, ma poi sarà il mio modo che dovrò trovare, il mio sport, il mio strumento, il mio metodo artistico.

Il maestro sa trasmettermi la saggezza del suo percorso, i valori il più possibile universali, ma il vero maestro saprà tirare fuori, maieuticamente, il mio modo di percorrere la strada, non plasmarmi a sua immagine.

Il monaco, il prete, l'imam, lo sciamano, sapranno dirmi come loro hanno fatto la loro ricerca, cosa hanno provato e come sono usciti dalle difficoltà, quali sono le tecniche che per anni hanno sperimentato tante persone e come si possono applicare; io potrò provare a mia volta fino a scoprire la strada più consona al mio sentire, e, volendo, discostarmi da ognuno per arrivare al mio modo di vivere lo spirito e la religiosità.

Ritengo errato il modo con cui le religioni si pongono come strade uniche e come sistemi decodificati bloccati.

Credo debbano esistere tante religioni quanti sono gli esseri umani. Solo così la ricerca spirituale potrà fare un balzo in avanti come accadde un tempo alla ricerca filosofica e letteraria, all'umanesimo.

Quale arricchimento artistico avrebbe avuto l'umanità se ogni artista avesse dovuto stare solo a pochissimi percorsi artistici predefiniti dalla notte dei tempi?

Se davvero una ricerca spirituale si pone senza secondi fini, senza prevaricazioni ideologiche o individualistiche, credo che possa coesistere con milioni di altre ricerche nell'assoluto rispetto del modo di ognuno di percorrere la sua strada.

D'altronde la storia lo insegna: ogni volta che un individuo percorre profondamente una sua strada personale di ricerca spirituale, del tutto avulsa da secondi fini ed elaborazioni di percorsi precedenti, ne nasce una nuova religione. Dunque solo chi di fatto si pone ereticamente dalle religioni codificate è in grado di scoprire nuove dimensioni spirituali e nuovi modi di percorrre la sgtrada della crescita all'interno di sé, questo perchè le religioni codificate per loro natura bloccano la vera ricerca individuale proponendo un percorso già deciso sulla base di scelte ed esperienze fatte da altri.