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I modi di dire di mio nonno
Di Alex (del 06/12/2007 @ 10:03:09, in SocietÓ, linkato 1263 volte)

La lingua è quella italiana unita al dialetto di Parma.
Chiedo scusa visto che non so scrivere in questo dialetto, lo conosco solo un po' parlato.

  • estàt ed confusiòn -> "stato di confusione" quando le persone sono esagitate
  • furòb é, al cojon! -> "furbo è il coglione", quando qualcuno opera sembrando di essere perfettamente competente nel fare una cavolata e ci marcia anche...
  • che ridòr, che teator, eravam in tri e parevam in quatòr -> "che ridere, che teatro, eravamo in tre ma sembravamo in quattro", quando si fa molta confusione per ualche motivo futile
  • insomma, lei chi è, me lo dica per favore -> se qualcuno diceva esasperato 'insomma!' credo citasse un'opera per rispondere in quanto era una risposta cadenzata con ritmi musicali
  • merda! majnla! -> "mangial" se qualcuno usava quella parola, lui rispondeva così, infastidito
  • basta tén sò il man -> "basta tieni giù le mani", se qualcuno era molto nervoso o arrabbiato, anche con lui, ti smontava in questo modo
  • bandiera vecchia onor di capitano (era mia nonna a dirlo) -> quando ci si affeziona ad un vestito e lo si utilizza anche se un po' liso
  • Vole vu parplasir venir a magnèr -> "vuoi, per piacere, venire e mangiare?" che in dialetto parmigiano sarebbe 'at vòl venìr a magnèr?', si ricordi che il francese era, ad inizio 1900, la lingua base che richiamava la bella epoque, per cui richiamava un parlare di alto livello, raffinato, quindi abbinandolo al finale in parmigiano (dilaetto che Dante considerava così volgare da essere adatto alle prostitute) il contrasto creava un effetto divertente, ancor di più se si aggiungeva la frase per mandare a cagare...

 

Appena posso e mi ricordo ne aggiungerò altri a questo post.