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I parenti, i cattolici e il male
Di Alex (del 09/04/2008 @ 07:33:53, in SocietÓ, linkato 978 volte)

L'atteggiamento viscido, insinuante, anticamera dell'ipocrisia, strumento di giudizio e pregiudizio é senz'altro uno degli aspetti beceri di un certo cattolicesimo, anzi l'aspetto piú simile ad un tumore, lo stesso che trasforma le congregazioni in sètte e che ha contribuito a distruggere la credibilitá e la spiritualitá della Chiesa.
Certo ció che mi ha colpito di piú é stato trovare questo tipo di atteggiamento ancora molto diffuso tra le persone cinquantenni.
Ancor di piú quando questo atteggiamento é strumentalizzato ai danni di un ammalato, vissuto come mero strumento per valutare e giudicare gli altri, con pochissima vera caritá cristiana anzi con ció che io credo sia vera espressione diabolica.
Stimolare rabbia, svilimento, senso di colpa e nervosismo é senza ombra di dubbio diabolico, o per assoluta incomprensione degli insegnamenti Cristiani o per vero istinto negativo.
Posso assicurare che quando c'è una situazione dificile per la malattia grave di un parente è proprio vero che tutti gli altri sfruttano l'occasione per giudicare, per conisgliare, per criticare pur non facendo nulla e soprattutto travisando ogni scelta difficile di chi è coinvolto secondo il loro metro deformato.
Che tristezza.
Chi vive davvero una religione si sente al pari degli altri, anche i peggiori, si sente coinvolto nel comprendere realtà e non realtà.
Molti cattolici, come molti musulmani e anche appartenenti ad altre religioni e soprattutto sètte, si sentono in grado di giudicare perché superiori: aberrazione e mancanza di vera fede.
Preghiamo per costoro, in ogni caso subiranno le conseguenze dei loro atti