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 alba... di Alex
 
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La bellezza nell'arte: la complessità naturale ricondotta all'equilibrio tramite profonde risonanze interne.

Alex
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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.

Di Alex (del 30/09/2021 @ 13:44:58, in Società, linkato 115 volte)

La mia storia personale mi porta ad avere un atteggiamento critico nei confronti delle situazioni ove siano in gioco interessi di potere o commerciali.

In specifico nell'ambito della medicina occidentale porto su me stesso i segni di una gestione non perfetta degli effetti secondari delle medicine.

Un medicinale somministrato a mia madre durante la gestazione, e neppure inserito nella cartella clinica della gravidanza, che conservo, ha avuto su di me gli stessi effetti del famoso talidomide, ma io sono nato nel mese e l'anno in cui i vertici della società che produceva il talidomide erano a processo, per cui nonostante questo, lo stesso errore è stato commesso poco dopo.

Mia madre ha contratto una epatite divenuta cornica, negli anni ottanta non c'erano cure né vaccini, avendo poco più che quarant'anni desiderava rimanere con i suoi cari, per cui, quando le hanno indicato che aveva pochi mesi di vita, ha deciso di studiare le cure orientali, di affidarsi alla macrobiotica, alle medicine erboristiche e alle medicine omeopatiche.

Non ho dubbi sull'efficacia delle medicine occidentali, ma rimane un fatto che hanno degli effetti secondari e non agiscono quasi mai secondo una valutazione olistica della persona, sono causa-effetto, pensiero-azione, la matrice occidentale del rapporto con il mondo che ci ha dato tanta tecnologia, ma pochissima evoluzione soci-emotiva e ha distrutto di contro l'ecosistema del pianeta.

Quando mia madre decise quella strada i centri di macrobiotica sembravano magazzini dei carbonari e le medicine omeopatiche erano vietate o almeno era vietata la commercializzazione, non potevano avere nomi, marchi, posologie, i centri erboristici erano pochissimi e poco valorizzati...interessi economici e di potere...

Mia madre visse, contro ogni previsione medica occidentale, altri due anni.

Mio padre, in età, avanzata, contrasse il morbo di Waldenstrom, mai ho compreso come lo abbia contratto in quanto è spesso correlato con l'esposizione alle radiazioni (si vedano i militari che combatterono in Jugoslavia con le armi all'uranio impoverito); la vicenda fu lunga e dolorosa, ma quello che mi colpì fu la grande umanità e dedizione dei medici del day hospital e la totale mancanza di umanità dei due medici primari che si passavano mio padre quando una cura non funzionava, sembrava per poter testare nuove medicine; interessi di potere.

Detto questo veniamo all'argomento: il Green Pass.

Non sono contrario ai vaccini in generale, alla medicina, e neppure alle misure adottate per il Covid-19 che certamente hanno salvato tante persone e ne salveranno ancora, ma da quello detto prima nutro ragionevoli dubbi quando noto un interesse economico e/o di potere dietro ad uno strumento che viene commercializzato, non è la ricerca medica che metto in dubbio, e neppure la medicina, ma le persone che stanno dietro a questo, gli interessi economici dietro a questo, che mi fanno temere utilizzi non consoni, non realmente testati, delle medicine e dei vaccini.

Ritengo che la pandemia abbia, come ogni crisi sociale, evidenziato i limiti della società odierna: mancanza di informazioni equilibrate, ricorso alla paura, ricorso alla forza... un distacco sempre più evidente tra istituzioni e cittadino.
Viviamo in una tecnocrazia, ove il potere è dettato dal controllo tecnologico e la fiducia nella tecnologia e nella scienza sembra un mantra per le democrazie occidentali, ma è davvero questo il livello piu' avanzato che potevamo raggiungere?
Davvero il massimo che si potesse esprimere è la dipendenza quasi patologica dall'informazione, dai media e la quasi totale mancanza di capacità critica pulita?

Il governo e le istituzioni hanno risposto alla situazione non aumentando il livello di coscienza dei cittadini, ma imponendo delle soluzioni.

La reattanza (in psicologia, tendenza emozionale al recupero della libertà personale di cui il soggetto sia stato parzialmente o totalmente privato.) è la risposta istintiva ad una costrizione sempre più diretta.

La civiltà occidentale parte da principi diversi da quella orientale, la medicina e l'approccio scientifico occidentale sono decisamente produttivi, ma si perdono un pezzo: in oriente la malattia è un'occasione di crescita spirituale, emotiva e psicologica, poi viene la cura sintomatologica, in occidente si procede a curare la causa ed i sintomi, con estrema efficacia, ma disattendendo del tutto l'aspetto emotivo-piscologico del malato, pura razionalità, con un fine specifico, ma perdendo ogni aspetto spirituale, emotivo, complessivo della persona, scordando spesso anche che la motivazione psicologica alla guarigione è una delle basi della riuscita della cura.

Per questo forse, le ricerche sulle medicine omeopatiche ed altri rimedi orientali sembrano indicare che siamo di fronte a rimedi placebo, forse perché in oriente si crede appunto che sia la persona a curarsi, a superare la malattia, e quindi ben vengano strumenti che aumentino la fiducia nella guarigione, che rafforzino il lavoro psichico sulla malattia.

Questo si riflette anche sulle scelte di oggi: il vaccino, la scienza, anche a discapito della evoluzione socio-psico-emotiva della società... considerati secondari rispetto all'economia e alla cura fisiologica, quindi lockdown, dad, regole, costrizioni.... senza poi pensare alla parte positiva, ossia ricostruire la socialità, la comunicazione... in questo senso sono convinto che chi non la pensa come noi possa, non debba, evolvere la sua posizione solo quando la veda riconosciuta, quando di ognuno si comprendano le motivazioni che stanno sotto le scelte, solo allora è possibile il dialogo e una evoluzione di entrambe le parti... Vedo invece assolutezza, termini, sui giornali, come ignoranza, stupidità, incompetenza, paura che identificano chi non è d'accordo con gli altri, questo è grave e mina la possibilità di evolvere, non c'è la volontà ed il desiderio di capire le scelte, solo la demonizzazione... siamo molto molto indietro e la ripresa economica non ci salverà da un inverno spirituale e socio-evolutivo molto lungo purtroppo.

Fondare biblioteche è come costruire ancora granai pubblici, ammassare riserve contro un inverno dello spirito che da molti indizi, mio malgrado, vedo venire. Marguerite Yourcenar

Sono sempre stato dell'idea che una società sia tanto più evoluta quanto rimetta ai suoi membri la capacità di scelta fornendogli il massimo di informazione e di coscienza della situazione.
Di contro ritengo che l'utilizzo della forza, dell'imposizione, ancorché sia necessario alle volte, determini una naturale decadenza del rapporto tra cittadino ed istituzioni ed evidenzi una sostanziale debolezza di chi governa.

Utilizzare il green pass in tutte le aziende a motivi economici prima di tutto, e come espressione di potere, non credo sia stata la scelta corretta, parte dal principio che i cittadini italiani non sanno gestire la loro vita, provoca automaticamente episodi di reattanza e non tiene conto della complessità dell'approccio critico nei confronti della medicina, dei vaccini e delle istituzioni, cosa che invece dovrebbe essere sacrosanta in democrazia.

A livello educativo non è certo l'imposizione che fa evolvere le persone, ma l'adesione ad una motivazione, in questo credo che il governo italiano abbia fallito.

Io, per mie motivazioni, mi sono vaccinato.

La contrapposizione assoluta tra i vaccinati e quelli non è una polarizzazione, ma i motivi per cui qualcuno fa una scelta, quelli si perdono, si perdono nei media, nei social, nei giornali, le persone tendono a parlare per frasi fatte, per slogan, a fare scelte bianche e nere, ma i motivi, i bisogni sono altri, sono molto più condivisibili di quanto sembra, da entrambe le parti.

Creare tanti controllori, oltre a mettere il lavoratore in balia dell'azienda, rischia di porci in situazioni che furono evidenziate dall'Esperimento di Stanford...

Un'altra strada, un confronto maggiore, il rispetto di chi ha dubbi, non l'estremizzazione delle informazioni e la demonizzazione di chi non è allineato, questo mi aspettavo e mi aspetto da una Repubblica democratica nel 2021.

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Di Alex (del 17/03/2021 @ 21:13:06, in Mediazione, linkato 232 volte)

Padre E Figlio, Bambino, Padre, Famiglia, FiglioFar sbocciare il papà che è dentro di noi.

Intervista con Alessandro Mazzoli, facilitatore e mediatore.

Alessandro Mazzoli ha di recente tenuto alcuni incontri (necessariamente online), nell’ambito dei Laboratori Famiglia del Comune di Parma, gestiti dall’Associazione Liberamente. In quest’intervista, ci spiega il senso dell’iniziativa, fornendo spunti di ispirazione per i neo-papà e i papà in attesa.

Perché un percorso per i papà?

Durante la gestazione, il parto e i primi mesi del bambino, tutta l’attenzione è rivolta verso le mamme, mentre esistono meno spazi e percorsi dedicati ai papà. Un tempo era normale, perché la divisione dei ruoli era netta ed i padri non si occupavano dei figli piccoli, non partecipavano nemmeno alla gravidanza, al parto. Oggi, invece, è diverso. Molti papà si sentono partecipi e desiderano giocare un ruolo attivo, solo che spesso si trovano ad affrontare da soli una grande complessità, emotiva ed organizzativa, anche in relazione con la mamma del bambino. Succede sia agli uomini, sia alla componente “che non partorisce” delle coppie dello stesso sesso. Gli uomini, del resto, sono talvolta meno inclini all’espressione dei propri vissuti e traggono notevole beneficio sia dalla condivisione, sia dall’esplicitazione di ciò che possono fare per apportare forza e armonia alla nuova configurazione familiare.

Qual è il compito del facilitatore in questi percorsi?

Il facilitatore introduce gli argomenti, favorisce la comunicazione, gli scambi, fa emergere vissuti, apporta sia competenze “ufficiali” che proprie esperienze, come nel mio caso (ho 52 anni e due figlie, una di quattro anni e una di un anno e mezzo).

Quali possono essere le situazioni “complesse” che i nuovi babbi si possono trovare ad affrontare?

Prima di tutto, la loro stessa tempesta emotiva, fatta di nuove sensazioni di tenerezza, ma anche di insicurezza per la nuova responsabilità e spesso di senso di esclusione da ciò che succede, di sottovalutazione del proprio ruolo fondamentale.

Il tutto in un contesto in forte cambiamento: cambia il modo di relazionarsi con la propria compagna tutta presa dal bambino e dai suoi stessi turbamenti, che manifesta nuovi bisogni ed è sottoposta ad una forte pressione di crescita, da “ragazza” a donna e mamma. Cambia anche il rapporto con i genitori e i suoceri: abbiamo bisogno di loro, desiderano “esserci”, e occorre costruire nuovi modi per interagire serenamente.

Da dove si comincia?

E’ la mamma a offrire al papà il Filo di Teseo per entrare nella nuova relazione con lei e il bambino, ma è opportuno che il papà impari a usare e dosare sia la propria parte femminile (sviluppando accoglienza e empatia), sia quella maschile (offrendo sicurezza, chiarezza, protezione). E’ un lavoro complesso, ma se svolto serenamente, con consapevolezza, può essere molto valorizzante.

E il covid?

Il papà, ad esempio, non può attualmente partecipare al parto … ma non importa, ci sono da subito tante occasioni per condividere esperienze ed emozioni. E a volte i nonni, per stare in sicurezza, non possono essere d’aiuto, e occorre impegnarsi per evitare che la neomamma si senta travolta dalla nuova situazione.

Ci saranno altri incontri, altre opportunità per avere accesso a questi percorsi per babbi?

Sono previsti vari incontri del “Percorso nascita“ del Comune di Parma, anche per coppie.

Inoltre sono attivi i laboratori famiglia ove sono previsti dei cerchi per i papà.

Nel caso poi di situazioni che necessitino di interventi di professionisti è possibile attivare un percorso presso il centro delle famiglie o presso i centri di mediazione sul territorio.

Parma, 16 marzo 2021

Ilaria Mazzoli

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Che Berlusconi, come Pipo Baudo, sia ancora in televisione e ancora a far politica esprime benissimo la totale incapacità contemporanea degli italiani di evolvere, di andare avanti, di progredire.

Da popolo di inventori a popolo di fruitori gli italiani di oggi preferisocno le invenzioni tecnologiche americane, la tv, il divano e lo smartphone, esprimento in tutto e per tutto la pochezza di ingeno di questo perido di cui Salvii non è che l'emblema estremo: pieno di frasi sciocche, di paure da bambino, di espressioni di violenza verso ciò che non si può controllare né conoscere perchè, da deboli, ci fa paura; espressione del cervello che pensa per slogan e poi si sente soddisfatto di aver sfogato le sue pulsioni più grette, un politico da bar sport insomma.

Da popolo di navigatori e popolo di navigati che non hano più bisogno di nulla, che sanno già tutto, con l'arroganza e la stoltezza degli Sgarbi e dei Renzi, magari con progett iteressanti, ma l'assoluta incapacità di gfar valere politicamente le proprie scelte, di condividerle e di far crescere anche gli altri oltre che il proprio enturage.

Da popolo di santi a mafiosi senza remora e snza onore.

Da popolo di artisti a persone senza più motivazioni, con pochissima fantasia e ancor meno buon senso, attaccari al posticino, alla casetta, al divano, al programma televisivo che strombazza i sentimenti più stolidi.

Poveri italiani, ma non povera Italia, sempre bella e che forse, proprio grazie ai tanto temibili stranieri potrà diventare di nuov interessante, ma non grazie agli i taliani di origine.

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Di Alex (del 17/05/2017 @ 10:51:37, in Consigli tecnici, linkato 983 volte)

Quali i punti di forza e le mancanze di questi tre sistemi per gli SmartWatch di nuova generazione.
Dopo l'utilizzo approfondito di Pebble Time, Zenwatch 2 e Galaxy Gear S e S2 possiamo stilare questi punti:

Pebble:

  1. a parte l'autonomia dello schermo e-ink, il pebble dispone dell'ora sempre attiva e questo non è eguagliabile dagli schermi nerastri e amoled che al sole fanno un po' fatica e comunque consumano molto con l'opzione schermo sempre attivo, infatti per manterlo tale riducono molto la luminosità per cui al sole non si vede una cippa.
  2. nonostante il microfono non eccelso, la dettatura per rispondere funziona molto bene;
  3. molte applicazioni nel suo store, e nonostante la grafica minimale a pochi colori, molto articolate:
  4. il pebble permette di gestire la luminosità (non necessaria di giorno) e anche il tipo di vibrazione
  5. ragistrazione qualità del sonno e passi automatica
  6. schermate orologio molto comode con indicazione batteria e altre cose

Wear - Tizen:

  1. il Wear nonostante tutto sembra ancora acerbo, e non sono tante le applicazioni che aggiungono plugin per wear - Tizen non è da meno le app ottime per S non ci sono per s2, poche le funzioni aggiungibili
  2. comoda la funzione cinema per oscurare schermo e ridurre notifiche - anche in Tizen (non disturbare)
  3. getsione sveglia del cellulare solo se si utilizza l'orologio google - Tizen gestiva la sveglia Galaxy nell'S, non così con altri cellulari
  4. riposta con orologio (solo in pochissimi esemplari) ma manca l'accettazione con il comando vocale (solo in Tizen/Gear) - Tizen risponde o rifiuta con comando vocale
  5. funzioni vocali OK Google a buona livello, utile aggiungere appuntamenti ad esempio - meno potente S Voice
  6. tastiera per immissione non male, specie nei quadranti non circolari
  7. Le schermate orologio sono oramai quasi condivise con quelle per Tizen, così come i programmi che costruiscono schermate, ottima app Asus gratis - anche in Tizen
  8. Invio file e gestione file nel watch quasi inesistente - non molto diverso in Tizen
  9. la gestione delle funzioni dell'orologio da cellulare non è completa invece è bene poter fare tutto da cellulare senza usare le impostazioni del watch - purtroppo anche in Tizen nel Gear S2
  10. in alcuni casi lo zenwatch perde il paring e va rifatto, ma potrebbe essere un caso di questo orologio o del cellulare
  11. il bluetooth dello zenwatch2 è notevolmente meno potente dei Gear - meglio in Tizen
  12. buone le notifiche anche via wifi - anche in Tizen
  13. Wear ha la gestione con gesti che però è potenzialmente ottima ma poco funzionale per ora - Tizen solo spegnimento schermo con palmo
  14. Wear possiede più funzioni come widget delle schermate orologio - Tizen ha solo schermi a pagamento che assomigliano
  15. gestione notifiche macchinosa in entrambi, si rischia di non leggerele tutte e cancellarle dal cellulare... - Wear = Tizen
  16. gestine touch e schermate home, alla fine risulta più maccinoso Wear, più chiaro e semplice Tizen
  17. batteria ottima in entrambi oramai, 2,5 giorni se non si attaccano tutte le funzioni, spicca zenfone2 però.
  18. peccato che sia necessario avere attacchi o basi apposite per cui non è possibile caricare gli orologi solo con un microusb
  19. S2 ha a stupidaggine della esim, poco funzionale e impossibile passare orlogio da altri paesi
  20. aggiornamento app più funzionale in Wear, Tizen è macchinoso
  21. entrambi arrancano a funzionare come standalone, ma hanno buone potenzialità
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Di Alex (del 04/03/2017 @ 06:56:52, in Informatica, linkato 1063 volte)

Dopo un utilizzo continuo di smartwatch dei tre tipi principali, vediamo le differenze e le qualità.

  1. Android Wear della Google (es. Asus Zenwatch)
  2. Tizen della Samsung (es. Gear)
  3. Android completo di varie marche (es. Omate Trusemart, Zgpax)

Devo dire subito che Wear e Tizen si equivalgono come qualità degli orologi, poche applicazioni, ma buone, interattività con il telefono ANDROID.

Spicca però subito il fatto che Android Wear è ancora giovane, debbo dire che Tizen della Samsung è molto più completo, non si impalla spesso, fa quello che dice ed è più semplice da utilizzare

Criticità.

Wear:

  • ha delle notifiche difficili da vedere nell'insieme
  • la gestione delle notifiche è macchinosa
  • l'accesso alle impostazioni dell'orologio è complesso e poco rapido
  • l'elenco delle app aggiunte è macchinoso
  • l'aggiunta di nuove app all'orologio è lunga e poco funzionale
  • le app disponibili sono un po' meno di quelle di Tizen come campi di utilizzo
  • complicato mettere dei file nell'orologio

Tizen:

  • si interfaccia benissimo soprattutto con alcuni telefoni Samsung
  • la gestione delle notifiche può essere migliorata
  • batteria non eccezionale (Gear S 1gg senza connessioni)

Qualità.

Wear:

  • integrazione con le migliori app di messaggistica
  • ottima interazione con google now
  • batteria piuttosto lunga (zenfone 2 2gg)
  • molte watchface
  • app Wear Mini Launcher che aggiusta un po' di mancanze
  • ottima integrazione con i file nel telefono e nel cloud google

Tizen:

  • ottime funzioni con swipe
  • comodo poter spostare le app nel launcher
  • risposta alle notifiche comoda (buona la tastiera del Gear S)
  • gestione delle sveglie del telefono Samsung
  • veloce nell'installare app
  • app di gestione molto comoda: gestisce tutte le funzioni dell'orologio dallo smartphone e può inviare i file!
  • bluetooth a grande portata (Gear S vs Zenwatch 2)

Da quello che rilevo sono entrambi da migliorare, ma Tizen è appena più avanti come semplicità di utilizzo.

E gli orologi Android?

Qui il confronto si fa più semplice (Zgpax S6, S8, S99, Omate Trusemart +, No.1 D5, Neptune Pine):

  • possono avviare quasi tutte le app del Google Play
  • hanno difficoltà con le notifiche MA applicando un trasferimento di chiamata + l'App M2D Sender che è ottima non si sente la mancanza di SwappLink
  • manca però la possibilità di rispondere agli SMS del telefono
  • lo schermo piccolo limita alcune funzionalità ed app
  • sono comunque più completi e semplici da usare se possiamo utilizzare launcher migliorati e app di personalizzazione
  • hanno anche fotocamera e parte telefonica
  • batteria spesso buona, ma da migliorare lato software con alcune app da installare, meglio con il root
  • NB a nuova versione WatchOS (A. 5.1) delle versioni rotonde è terrificante, limita le impostazioni, sconsiglio orologi come No.1 D5 e Zgpax S99
  • hanno una dimensione comunque importante, poco fashion e comodi da portare
  • se si mantiene acceso lo schermo o si utilizzano sistemi di accesione alla rotazione del braccio la batteria non dura molto

Di fatto nonstante i limiti dello schermo queste tipologie sono più mature, possono davvero far tutto, però risultano deboli come orologi (sempre a schermi spenti) e non del tutto funzionali come companion wear.

Mi permetto un saluto alla Pebble, purtroppo l'avventura si è chiusa, speriamo nella FitBit come produttrice di ottimi watch (magari con risposta in remoto e fotocamera), ma nessuno mi toglie che il Pebble rimane il miglior orologio con funzioni smart con 7 giorni di autonomia e dimensioni comodissime.

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Di Alex (del 20/09/2016 @ 13:02:56, in Informatica, linkato 1144 volte)

Giudizio: Ottima.

Con un ottimo stile, una piacevole vestibilità anche grazie alla leggerezza e al design, la smartband della Sony ha tre caratteristiche vinccenti:

  • schermo e-ink con una ottima durata della batteria e una buona visibilità
  • possiblità di ricevere le chiamate e rispondere, di fare telefonate, di ricevere le notifiche e rispondere con il riconoscimento vocale, funzione google now
  • alcune app sviluppate apppositamente, fino a 10 funzioni aggiuntive, non un vero market, ma decisamente buone.

La band è piccola, leggera, comoda, e multifunzionale.

Rimangono solo alcune pecche: manca la luce per lo schermo per cui è inutilizzabile di notte o al buio, la connessione con l'app companion perde spesso la connesione, se si sgancia per la distanza poi non avviene la riconnessione automatica, ancora poche app da aggiungere, lo schermo e-ink ha una aggiornamento molto lento, impensabile utilizzare app come sul PEBBLE, anche le app dedicate sono un po' lente, poche possibilitò di utilizzo senza celllare associato.

Detto questo però lo strumento si avvicina alla perfezione delle funzioni: orario comodo e batteria senza problemi, ricarica diretta con porta microusb, funzioni aggiuntive, risposta alle chiamate, risposta ai messaggi, notifiche complete, controllo google now dalla band, contapassi.

Se il Pebble aggiungesse la risposta alle chiamate e la ricarica con porta usb, non credo che avrebbe rivali, nonostante android wear.

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Di Alex (del 28/08/2016 @ 19:55:07, in Informatica, linkato 2681 volte)

Come il No.1 D5 anche la Zgpax ha creato la sua versione rotonda degli SmartWatch con Android.

Senz'altro la versione della No.1 è più elegante, tutta in metallo, ma vi sono alcuni elementi a favore dello Zgpax.

Intano entrambi si possono trovare circa a 77€, entrambi hanno un box minimale e necessitano di togliere il fondo per mettere la sim.

Sono 3G, e con schermo rotondo completo.

Pero il D5 ha ancora Android 4.4 con una versione ottimizata per lo schermo, ma di fatto esattemente come Android classico.

L'app companion passa le notifiche, ma non le telefonate, lo stesso vale per quella dello Zgpax.

Lo Zgpax S99 invece monta Androdi 5.1 ottimizzato quindi con meno elementi di personalizzazione, ma molto funzionale, tra l'altro ha la possibilità di ridurre lo schermo a qudrato per le app che non funzionano con lo zoom sul tondo, molto comodo!

La batteria dura due giorni con un utilizzo normale di un giorno, Bluetooth e accesione come orologio, con sim e foto ritengo rimanga sulle 24 ore.

Ancora non si può fare il root, ma anche così la fotocamera, il peso minore e l'interfaccia ottimizzata lo rendono appena migliore, a mio parere del D5.

Fastidioso che la home sia in realtà la watch face, ma ci si fa l'abitudine, comode le interfacce di gestione, comode le app in stile Apple watch, anche se era meglio un launcher più personalizzabile, ma nulla vieta di montarne uno visto che c'è il google play e funziona tutto a patto di gestire la visualizzazione in zoom rotondo.

LA ZGPAX ci riprova, ma debbo dire che l'evoluzione degli smartwatch segue quella degli smartphone 8con annessi fastidi e stupide scelte di mercato):
da un watch con molte possibilità di ottimizzazione;: S6 -> microsim, 8Gb, microsd fino a 32gb, batteria cambiabile, tasti fisici e tasti a sfioramento con power, home,menù e back, camera non ottimale e molto plasticoso;
all'S8 -> microsim, 8Gb, no SD, tasti fisici e a sfioramento, camera ottima, in metallo e plastica, un po' grosso e pesante, ma piacevole;
fino all'S99 ->nanosim (scomoda), 4gb! no SD, no tasti a sfioramento solo due tasti fisici, power e back, camera buona ma in posizione scomoda, leggero e ben rifinito.

Dopo un po' do giorni di utilizzo debbo dire però che l'interfaccia delle impostazioni semplificate e la mancanza di barra di stato sono molto fastidiosi, ad esempio non posso gestire bene l'accesso alla rete senza attivare il 3g, oppure attivare la rotazione dello schermo (beh con schermo circolare a cosa serve?), anche se le funzioni sono attive sotto lì'interfaccia scarna, ma installando barra di stato / impostazioni (quick settings) si riesce a recuepare queste funzionalità.

Inoltre la fotocamera mi lascia un po' perplesso.. è decisamente scomoda in quella posizione.

Di fatto ritengo che il migliore e più comodo, anche per la possibilità di root e per l'accesso al menù e al sistema classico di Android sia l'S8, il quale manca solo di un sistema companion per ricevere le notifiche dallo smartphone, baypassabile da una app che redirezioni gli SMS e dal trasferimento di chiamata, ma senza speranza per whatsapp e altri social.

Dopo alcune settimane di utilizzo debbo ricredermi, l'applicazione companion è molto limitata e drena la batteria, l'output circolare e la riduzione drastica della gestione delle funzioni è molto limitante, la mancanza di una barra notifiche e di stato, pur essendo recuperabile con alcune app, crea un fastidio nella gestione, la batteria dura pochino, l'interfaccia è molto scomoda per l'utilizzo delle app e le wtahc face sono poche e poco interessanti.
Non credo che il watch valga l'acquisto e neppure i suo fratello S8, di fatto risultava migliore, per picevolezza e qualità il No.1 D5.

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Di Alex (del 10/08/2016 @ 12:17:48, in Informatica, linkato 1095 volte)

I tre SmartWatch della No.1 cinese sono molto interessanti, anche perchè questa azienda produce nuovi modelli a spron battuto, all'inizio solo cloni deimodelli di marcche occidentali, ora su sua inziativam come abbiamo visto fare da molte ditte orientali.

Le caratteristiche sono diverse:

il G2 è il clone del Gear 2, caratterizzato da una buona costuzione, in metallo e plastica con schermo smussato, è un companion watch con possibilità di rispondere alle chiamate dall'orologio, con camera 2.0 mpx, sensore di battito cardiaco, pedometro e poca memoria (128Mb per foto e registrazione messaggi vocali);
si aggancia al telefono tramite il Fundo Smartedvice App, in una verisione però specifica, non quella del playstore, con passaggio notifiche e chiamate via bluetooth.
Ha un'ottima durata di batteria e applicazioni definite senza grandi possibilità di personalizzazione, ottima fattura dei materiali, reistenza acqua e polvere.

l'S2 è la versione rotonda del primo, però manca della personaliazzazione bianco su nero delle schermate che consuma meno batteria, dispone anche di pedometro di camera da 1.3 mpx, e anche questo non dispone di molta memoria storage, 64mb per foto e musica, ha dalla sua l'accesione con il movimento del polso e IP67. Dispone anche di misurazione della temperatura corporea, un improbabile ECG per il cuore e misuratore dei raggi UV (sun!).

il D5 invece è uno smartdevice molto più complesso: quasi 2gb di spazio, micro sim per telefonate, messaggi e navigazione internet, Android 4.4 e playstore, heart rate, barometro, GPS e pedometro.
E' IP65, di ottima fattura con struttura completamente in metallo.
Il device è caratterizzato da un buon schermo rotondo e uns sistema operativo customizzato per lo schermo, ma solo per le app elaborate, se si sintalla una nuova applicazione dal playstore le cose cambiano diversamemte di quanto accade con Android wear.

La No.1 costruisce ottimi device con materiali di buon livello, magarai si nota la qualità del design meno alta e i cinturini non sempre all'altezza, ma gli orologi sono tutti di ottima fattura.
Finora le dimensioni sono un po' grandi, il D5 è pesante e un po' troppo grande, ma un ottimo orologio comunque, peccato che mancano molte personalizzazioni, nonostante molte watch face disponibili, nessuna di esse è personalizzabile (ad esempio come sul gear e sul pebble), i movimenti sono un po' macchinosi (come sull'Omate Truesmart) ma tutto sommato attorno ai 100€ è un ottimo orologio-telefono, anche se non ci si può aspettare che la batteria duri molti con la navigazione o il GPS, secondo me occorre fare il root e ridurre la frequenza della CPU, e mettere una app. che chiuda le applicazioni a schermo spento, questo, che ha dato ottimi risultati sullo zgpax s8 e sull'Omate, dovrebbe migliorare la durata dell'orologio.

Se la No.1 aumentasse la disponibilità delle applicazioni ottimizzate per lo schermo e permettesse una maggiore interazione con il telefono: risposta alle notifiche e risposta alle telefonate via bluetooth, credo che diverrebbe un'ottima alternativa agli Android Wear.

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Di Alex (del 14/05/2016 @ 11:32:35, in Consigli tecnici, linkato 1091 volte)

Vediamo le differenze e le qualità del Pebble Time in confronto al Pebbel Classic che si dimostra, a mio parere, ancora un ottimo acquisto visto che il prezzo è sceso decisamente.

Pebble Classic Pebble Time
prima versione del Pebble watch seconda versione del Pebble watch
   

Positivo: leggero, molto vicibile alla luce e in penombra

Negativo: dopo qualche caduta lo schermo sfarfalla, il cinturino si spezza
funzioni più limitate per minore memoria

Positivo: funzioni health, colori che differenziano i messaggi, compatto, potente e con più memoria, dettatura

Negativo: intanto che c'era il microfono sarebbe stato completo con anche la funzione di risposta come periferica bluetooth con una mini cassa,
i colori e la dimensione raccolgono meno la luce in penombra

Se il Time disponesse di risposta in remoto alle telefonate sarebbe lo smartwatch perfetto, al limite aggiungendo una mini fotocamera, in ognmi caso è ottimo e immancabile come compagno di lavoro e di sport.

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Di Alex (del 14/05/2016 @ 08:51:25, in Consigli tecnici, linkato 1129 volte)

Come scegliere i battery pack per i cellulari o i tablet.

Esistono tantissimi tipi di batterie sterne per ricaricare on the go i nostri strumenti, alcuni sono cineserie poco utili, ma altri articoli, anche dalla Cina, sono molto validi.

Per selezionare il Battery Pack occorre tenere presenti due quattro fattori:

  1. la dimensione della batteria interna, o meglio la capacità di immagazzinare la carica, si misura in mAh e va considerato che un cellulare moderno ha circa 3000mAh, un tablet il doppio quindi occorre che il battery pack sia almeno uguale o più grande.
  2. la potenza di erogazione della carica: si misura in Ampere, 1 A o 2 A ad esempio, considerate che i vecchi cellulari utilizzavano caricatori sotto 1 A ora i tablet e i nuovi utilizaano 2 A, per vedere quale acquistare guardate gli output del caricatore originale del vostro strumento, cambiuano anche i Volt di uscita, ma oramai sono standardizzati attorno ai 5.
  3. la dimensione dell'oggetto, e i peso, se dovete portarlo in tasca è un importante, se è in metalllo pesa non poco e la batteria grande ha una effetto secondario nel peso.
  4. gli attacchi, specie chi utilizza prodotti Apple ha vbisogno di attacchi specifici, a meno di avere una porta USB e portarsi il proprio cavo di ricarica.

I primi erano veloci e con la presxa microUSB attaccata direttamente, leggeri, ma molto scomodi di 500mAh

Ho provato uin battery pack della Urban Revolt, comodissimo, piccolo e leggero, ma non avera il sistema di anti sovraccarico e alla quinta ricaruca è bruciato, meglio piùà grossini e sicuri.

Ora utilizzo un CellularLine ottimo e compatto anche se un po' pesante che ricarica veolcemente, ottimo anche un battery pack in metallo con doppia presa della Amazon.

Ho provato anche vari battery pack con celle solari di produzione cinese, ma la batteria durava poco, e di fatto le celle n on ricaricavano affatto la batteria!

Esistono anche dei battery pack per i pc portatili, ma è molto difficile che abbiano l'attacco corrispondente, ci sono tantissime prese!

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