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 Ghiaccio a strati inverno 2011... di Alex
 
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La bellezza nell'arte: la complessità naturale ricondotta all'equilibrio tramite profonde risonanze interne.

Alex
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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.

Di Alex (del 21/01/2009 @ 09:57:32, in Architettura, linkato 1264 volte)
Comprendo tutte le motivazioni giuridiche della sentenza che ha condannato l'amministrazione italiana a pagare una multa ai costruttori. Ma non comprendo assolutamente che non esistano leggi altamente permissive nel campo delle distruzioni dei mostri di cemento e ferro che abusivamente distruggono il territorio, la fauna e la flora, e contribuiscono a modificare la percezione dell'ambiente provocando danni psicologici immani alla popolazione. VERGOGNA
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Di Alex (del 21/12/2008 @ 12:22:30, in Società, linkato 1150 volte)

Dovunque troviamo i segni di una umanità impoverita di spirito e di senno. Senza rispetto della storia e della vita affettiva degli uomini.
A Bologna la via storica delle discussioni tra una birra e un buon vino è oramai distrutta dalla cecità di un sindaco borghese e senza senno.
Considerate che Bologna è sede di molti movimenti culturali e questo modo un po' alla mano di discutere con la genete comune al bar è , credo, matrice della sua cultura cittadina, veciolo di scambio culturale, e sociale.
Ma ovviamente in queta epoca ove vince solo ed unicamente il soldo e l'effetto non era abbastanza a posto.
Parma ha dei progetti di trasformazione dello spazio urbano che fanno pena per quanto sono lontani dalla vita quotidiana e avulsi dalla storia popolare di una città che ha una lunga storia da ricordare.
In un'epoca di crisi in tutti i sensi allontanarsi dal ricordo della saggezza popolare, della storia di come i nostri avi hanno visuuto e risolto le loro crisi è un'aberrazione, un abominio politico indecente.
Si costruiscono copntenitori di una scemenza incredibile come il Cinecity, strutture senza senso mirate solo alla vita superficiale dellì'impiegato medio.
A Lesignano hanno distrutto un vecchio casolare in sassi in centro, comesempre preludio ad una costruzione aberrante in cemento e ferro, vetro e razionalismo selvaggio.
A Vaio di Fidenza hanno costruito dal nulla un ospedale assurdo, un mostro che punta alla funzione commerciale più che hai servizi, in cui l'accesso ai servizi ospedalieri è al primo piano, le due scale di accesso poco indicate e lontane, con centinaia di metri da percorrere a piedi dal parcheggio agli ambulatori (qualcosa di perfetto per chi soffre), se si sbaglia l'accesso ci si trova in luoghi desolanti, come il dietro di una quinta di cartone, dovendo percorrere metri e metri di muro desolante senza indicazioni e accessi alterantivi.
Io credo che una struttura moderna debba anzi amplificare i multiaccessi, in un epoca di comunicazione a tutti i livelli si creano spazi con accessi univoci, non chiari e lontani.
Una struttura di servizio dovrebbe permettere l'accesso da tutti i livelli, essere piacevole, comoda, chiara.
Pensate all'ospedale maggiore di Parma, realizato con tante strutture polifunzionali, con almeno tre accessi e una dimensione chiara sia all'esterno che all'interno, pensata per chi vive il liuogo e per chi vi passa, certo non senza problemi, ma sarà meglio avere tante costruzioni divise da strade che permettono di identificare bene gli spazi e le funzioni o enormi torri unite da corridori all'aperto, in cui si entra dalle porte di servizio passando tra gli scatoloni come la sezione nuova dell'ospedale?
Non parliamo dell'interno che è senza finestre, in cui tuto assomiglia ad un labrinto, men che meno funzionale alla guarigione del paziente.

Ogni casa antica che salviamo è una successo per il buon vivere ed un punto in più verso una coscienza maggiore, ogni albero che salviamo è altrettanto, ogni paesaggio che distruggiamo, spazio che sacrifichiamo al costruttivismo moderno, privo di storia e di materiali naturali è un punto verso la morte affettiva della società.

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Di Alex (del 18/12/2008 @ 07:47:22, in Società, linkato 3378 volte)

Quanti di voiconoscono il termine "talidomide" e "teratogeno"?

Teratogeno dicesi di sostanza in grado di modificare o alterare il normale sviluppo del feto, da teratogenesi: dal greco "creazione di mostri" e già ci addentriamo in un ambito piuttosto "difficile". Tra gli effetti teratogeni: focomelia, labbro leporino, palatoschisi, o difetti alle pareti cardiache.

Talidomide, farmaco in uso dal 1950 come sedativo, ha effetto immunomodulatore, antinfiammatorio, inibitorio su TNF e sull'angiogenesi.

Da Wikipedia:
La focomelia è una grave malformazione congenita per cui gli arti superiori o inferiori non sono sviluppati in parte o in toto.
La malformazione può essere mono o bilaterale ed interessare porzioni più o meno estese degli arti interessati. Nei casi più gravi sono presenti solo abbozzi rudimentali di dita all'altezza della spalla.
Estremamente nota è la così detta vicenda dei “figli della talidomide”. Correvano gli anni Sessanta e 10.000 neonati vennero al mondo con gravi malformazioni (focomelia) perché le madri, contro la nausea da gravidanza, avevano assunto pillole a base di talidomide, il Contergan, distribuito dalla Grunenthal GmbH, un farmaco che solo a posteriori si scoprì avere un’azione teratogena sull'embrione. Fu uno scandalo che scosse profondamente la società, il mondo della medicina e della ricerca scientifica inducendo a maggior cautela e a un maggior numero di prove sperimentali prima di mettere sul mercato nuovi farmaci. Il caso talidomide ha rappresentato il primo esempio di farmacovigilanza. Ci si accorse del nesso tra la somministrazione di talidomide e la focomelia grazie ad una segnalazione spontanea di un medico nel 1960.
La talidomide è un farmaco che fu venduto negli anni '50 e '60 come sedativo, anti-nausea e ipnotico, rivolto in particolar modo alle donne in gravidanza. Venne ritirato dal commercio alla fine del 1961, dopo essersi diffuso in 50 paesi sotto quaranta nomi commerciali diversi, fra cui il Contergan.

Bene detto questo mi sento di raccontare che mia madre nel 1968, nel dicembre 1968, fece uso, su indicazione del medico, di un farmaco che neppure risulta dalla scheda di ricovero per gravidanza, che ebbe gli stessi effetti de talidomide, anche se, guarda caso, dovrebbe essere stato ritirato nel 1961!

Quante persone a Parma subirono la stessa situazione, quanti portano con se questa situazione?

E' da dire che negli anni cinquanta e sessanta non c'era né un passaggio di informazione né una ricerca scientifica comune tra i paesi per cui accadde questo: sapendo che ad esempio è considerabile naturale una incidenza di malformazioni alla nascita tra il 3 e il 10%, accadde che ad effetto dei farmaci suddetti la percentuale di malformazioni raggiunse il 10% ma rimanendo entro una soglia naturale, solo con il perdurare di questa percentuale alta ci si rese conto della possibilità che comunque non fosse una causa naturale a provocare questa quantità. Dunque una percezione sbagliata.

Devo dire che nonostante questo la mia vita scorre normale e anche se ho dovuto subire interventi e fare dei sacrifici credo che questa mia imperfezione o come direbbe una persona che conosco "abilità diversa", mi ha tolto a anche dato la possibilità di comprendere molti aspetti della vita non così scontati.

Mi chiedo quanto siano le persone che son entrate in contatto con una situazione simile, chissà se si potesse fare due chiacchere...

mano sinistra

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Di Alex (del 11/12/2008 @ 10:50:06, in Società, linkato 960 volte)
Provate a guardarvi attorno.
Il liceo fatica a portare avanti i programmi senza che venga sferzato da situazioni disastrose tra pedofilia, morti accidentali, cause sessuali, e soprattutto genitori privi di senno che attaccano i professori invece di allearsi con loro nell'educazione dei figli.
L'università oramai spinta a produrre laureati in quantità senza il tempo di costruire un rapporto e creare coscienze critiche. La narrativa sia scritta che cinematografica, induce sempre di più a recepire una vita fatta di balzi felini verso il successo o derive sentimentali senza fine, senza tenere conto che la vita per un buon 99% e per un buon 99% degli uomini soprattutto fatica, giornate sempre uguali, impegno, difficoltà e sofferenza.
La fatica, il percorrere strade non chiare, fatte di compromessi e difficoltà, l'impegno nonostante tutto, il sacrificio non fanno più parte dell'educazione dei figli, non sono più abituati a recepire dei nò, delle regole, a confrontarsi con delle situazioni chiare e definite che ne formino la coscienza anche tramite il dolore.
Stiamo preparando un mondo decisamente povero, spiritualmente disperato e psicologicamente presuntuoso.
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Di Alex (del 10/12/2008 @ 15:02:04, in Società, linkato 835 volte)

Pensate.

Il nostro corpo è intelligente, una miriade di celleule che sanno cosa fare a seconda delle occasioni.
Un organismo in gradi di combattere tagli, malattie, germi, batteri, virus, stanchezza, problemi piscologici.
In gradi di adattarsi alle situazioni più impensabili: freddo, fame, febbre, stanchezza, nervosismo.
Un macchinario eccezionale, perfetto e sopratutto estremamente vivo e vitale. Una macchina perfetta.

Pensate a come in ogni momento agisca per permetterci di esistere al meglio, di come sia complesso, ma semplice ed efficace nelle sue azioni, di come sappia regire per lungo tempo anche a malattie terribili.
Di come supporti anche le persone anziane.
La mente crea immagini che ci proteggono, immette fludi chimici che ci aiutano a superare le situazioni difficlie e a riparare i danni del cibo, del poco sonno, dell'alcool, della droga.

E' eccezionale, qualcosa di stupendo. Ci permette di vivere realizzando cose importanti.

Ne siamo dotati per un certo tempo, possediamo lo strumento organico migliore che esista per alcuni decenni.

Per questo non ha senso buttare via la propria energia, occorre rispettare e valorizzare questo "tempio", beceramente definito malissimo dalle stupide visioni delle religioni dualiste, il corpo è ciò che ci permette di muoverci, vivere, realizzare in questa vita miriadi di possibilità.
Diamo valore a quello che ci permette di vivere e valorizziamo il tempo e l'uso che ci viene dato.

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Di Alex (del 28/11/2008 @ 11:48:31, in Società, linkato 1095 volte)

Se vivete una situazione di disagio,se siete in prigione, trattati male, depressi, offesi, discriminati, se soffrite e siete sfiduciati occorre tener conto, i credo, di tre principi fondamentali.

  • in questo momento, non ieri e non domani, ora il vostro valore di esseri umani non cambia, non è mai cambiato e non cambierà, il vistro nucleo umani è degno di rispetto sempre e comunque, da voi e da gli altri, qualcunque cosa voi abbiate fatta non potrete prentendere la libertà, l'amore, la fiducia o la simpatia, ma il rispetto sempre, come tutto ciò che è sacro è sempre degno di rispetto.
  • in questo momento i vostri limiti, paure, ansie, angoscie, problemi fisici, malattie, traumi, limiti esistenziali o reali vi dettano una dimensione, all'interno della quale voi siete sempre al meglio. Ossia in questo momento ogni essere umano è al meglio delle sue possiblità per questo periodo. Si tratta di accettare i limiti ed impegnarsi a vivere il massimo entro quelli, non desiderare, sprecare energia nel volerli oltrepassare, ma viverli appieno, con potenza, con dedizione, rispettandovi.
  • c'è un senso, profondo, specifico in ogni cosa, in ogni avvenimento con cui ci si deve confrontare. L'ho percepito alune volte nella mia vita, forse ancor di più ùin questo periodo difficile in cui ho perso due persone molto vicine. In ogni caso la realtà è permeata da un senso profondo, un significato che sfugge ai più, abituati a non accettare ciò che è, ad esigere molto di più, a viversi nella disperazione, nell'angoscia degli obiettivi inumani o superumani a cui questa società ci ha abituati, invece che ad approfondire ciò che è.

Sembrerebbe un discorso fatalista, ma non è, il significato non è abbandonarsi agli eventi, ma penetrarli lasciandosi penetrare, con intensità, vivendoli appieno, con dedizione assoluta senza pretendere, ma giocando la propria partita con tutte le carte. Uno dei segreti è che il significato salta fuori solo se si lotta fino al limite, il valore dell'esistenza risalta e riluce solo se si accetta che non è certo che si ottenga qualcosa, ma si gioca come se si potesse comunque reaggiungere l'obiettivo, senza illusioni, con la coscienza che è il viaggiare il valore del viaggio, lavorare il valore del lavoro, il vivere il valore della vita, non falsi fini e progetti astrusi o strane esigenze inculcate dalla cultura e dagli input della nostra società.

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Di Alex (del 02/11/2008 @ 20:51:29, in Arte, linkato 2203 volte)

Finalmente ho pubblicato il testo tratto dalla mia tesi di laurea su Giulio Carpioni.
Il 25 ottobre ho presentato il testo. Visto che il tempo eras tiranno e ho potuto solo dire alcune delle cose che avevo pensato le metto qui.

In un’epoca in cui i Comuni considerano “cultura” solo i grandi eventi, con nomi di fama internazionale e si scordano che la cultura di una territorio è data soprattutto da chi quel territorio lo vive, una Fondazione che valorizza l’arte e il lavoro come quello realizzato per una tesi di laurea è qualcosa di estremamente positivo.

Ringrazio caldamente la Fondazione Italo Zetti e la presidentessa Signora Ugolotti Biancamaria per la disponibilità e l’attenzione che mi ha prestato, e tutti coloro che hanno partecipato alla rielaborazione (durata quasi otto anni) della prima versione del testo rendendo possibile, con vari apporti, questa pubblicazione.

 

Il volume tratta di un autore del Seicento: Giulio Carpioni.

Il 1600 fu un’epoca di grande crisi culturale sociale, successiva all’equilibrio e all’ottimismo che caratterizzava il Rinascimento e precedente un’altra epoca di grande intensità: l’illuminismo del settecento.

Il suo fascino credo derivi anche dal fatto che, in nuce, essa conteneva già moltissime abitudini, strumenti tecnici, culturali e sociali che ritroviamo nell’epoca moderna, inoltre la crisi di identità, di valori e culturale è affine alla nostra epoca post-moderna.

 

Giulio Carpioni, era alquanto emblematico dell’epoca controversa e piena di contraddizioni, anche come fortuna critica: fu considerato secondario per molto tempo dai critici, ma ebbe in realtà moltissima fortuna nella sua epoca, anche se come autore provinciale (Vicenza), e una fortuna continua nella compravendita antiquaria per i suoi quadri di tema mitologico. Fino a ché, negli anni sessanta del secolo scorso, non avvenne una rivalutazione da parte di alcuni critici, alla quale seguirono la pubblicazione di una monografia e alcuni articoli.

Quindi furono anche realizzate alcune mostre e nuovi volumi sulla sua produzione grafica e pittorica.

 

Carpioni esprimeva lo spirito dell’epoca su più versanti:

si interessava di mitologia, e seguiva una pittura dal segno classicista, preciso e con composizioni di tradizione classica (Poussin), ma utilizzava poi una serie di colori acidi per nulla naturalistici, molto apprezzati invece dalla cultura prettamente barocca molto diffusa nella seconda metà del Seicento.

Il segno classico lo proponeva sia su soggetti classici (mitologie, baccanali, etc) sia su soggetti prettamente religiosi, le cui composizioni invece riflettevano un gusto per il pathos religioso moto diffuso all’epoca.

In tutta la sua epoca si alternarono commesse da istituti religiosi e committenti privati.

Infine la stessa matrice culturale di Carpioni è molto discussa, proprio per questo convivere nel su ostile di linee culturali diverse: se fece un viaggio a Roma, se conobbe o no direttamente Poussin da cui tanto sembra abbia preso, se acquisì il suo stile classico da autori provenienti da Roma o da alcune incisioni, se il metodo del colorire lo apprese da Lombardi con cui venne in contatto etc etc..

 

Il volume oggi presentato ha alcune peculiarità:

Si occupa quindi di un autore considerato minore, ma molto rappresentativo di un’epoca e importante come autore di passaggio tra due periodi storici.

Tratta specificamente solo di una produzione specifica di Carpioni, ossia solo della sua produzione grafica

E’ strutturato come un catalogo ragionato di tutta la produzione grafica del Carpioni, tenendo conto anche delle attribuzioni errate, della storia critica riguardante la produzione grafica e di due inediti, messi a conoscenza degli studiosi negli ultimi anni

Abbozza comunque due strade critiche di approfondimento: comprendere il motivo della produzione grafica del Carpioni, con l’alternarsi di stampe di carattere religioso e di carattere mitologico/simbolico e fare un’analisi iconologia, e in taluni casi iconografica, dei temi trattai che in vari casi non sono del tutto chiari.

 

Speriamo che questo testo possa essere strumento per ulteriori approfondimenti iconografici e iconologici, come sempre lo studio del passato è cosa utile se diventa strumento di approfondimento del presente e del futuro, altrimenti è solo cosa effimera.

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Di Alex (del 30/10/2008 @ 09:21:20, in Arte, linkato 1285 volte)

Avevo 17 anni quando scrissi la mia prima lettera sul giornale a proposito di un graffito su di una palazzina comunale occupata (ex macello), che però secondo me era pregevole, interessante e dava valore alla struttura stessa.
Poi l'amministrazione ha pensato bene di trasformare il tutto nel solito salotto borghese del cazzo.
I graffitari esprimono e articizzano (diciamo) brutti muri di divisione, palazzi nuovi di fattura schifosa come solo gli architetti di oggi sanno fare, vecchi muri abbandonati.
A Bologna, all'estero ci sono anche delle mostre.
Ma il Berlusca lo trasforma in reato penale.
Certo blocchiamo l'espressione artistica, facciamo diventare queste città asettiche cemento e ferro, gravemente malate e ammalanti, delle specie di ospedali precisi e funzionali. Uccidetevi con le vostre mani, continuate...

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Di Alex (del 29/10/2008 @ 09:32:56, in Società, linkato 1155 volte)

Dunque il signor Don Black è il presidente dagli anni '70 del più grande movimento bianco in America:
dice che il paese più potente (se stronzo) del mondo, è stato fondato dai bianchi.
Cazzate. I bianchi l'hanno conquistato, ma esisteva già ed era stato fondato migliaia di anni prima.
I bianchi, come al solito, l'hanno solo reso il peggior paese del mondo.

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Di Alex (del 24/10/2008 @ 13:12:41, in Poesie, linkato 1125 volte)
C'è un senso



al presente
e ad quello che accade
al futuro
ed a quello che accadrebbe
nel passato

c'è un senso
leggero e profondo

preciso
intenso

un senso.

Questo mi hanno detto
ed ogni tanto mi dicono
i volti delle cose, degli uomini e della realtà
le voci che parlano piano nella mia coscienza
forse stimoli di fantasmi a me cari

c'è un senso in quello che ogni essere è portato a vivere

lo sento.
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