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 Ghiaccio a strati inverno 2011... di Alex
 
"
Non passare la tua vita
solo
o uomo,
vivila, ora, in questo
breve attimo
che, come un lampo,
illumina la tua giornata,
non passarla solamente,
godila, riempiti di essa
come le forme si riempiono della loro sostanza,
anche tu ama
e non lasciarti
solamente
disegnare dal tempo.

A.M.
"
 
Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.

Di Alex (del 15/06/2007 @ 08:18:53, in Società, linkato 1311 volte)

La Parata ParTòt è la seconda esperienza di creatività e condivisione sincera anche con gli sconosciuti che ho vissuto in vita mia, l'altra è stata l'adunata degli Alpini a Parma.
Credo che ricodare come si vivevano le feste nei paesi, con gratuità e solidarietà in un mondo solo impostato sugli individui sia sacro nel senso più profondo del termine. L'ultimo film di lo confermerebbe.
Certo situazioni simili avvengono quando vince la nazionale o la squadra della città, peccato che io trovo poco da festeggiare realmente in quel caso e mi sembra un effetto collaterale della medicina consumistica del calcio. Però qualunque occasione in cui si viva sinceramente in festa con chi si ha di fianco è da apprezzare e valorizzare.
Se l'etica dei partecipanti non è formata sulla pulizia ed il rispetto io credo che questo possa essere avvallato pur di avere dei momenti in cui ci si ricorda che non si vive per il lavoro, non per consumare, non per capitalizzare, non per criticare non per essere macchine al servizio della produzione: il senso profondo della vita non è questo, ma nella comunione dei sentimenti.
A Barcellona sapendo che le Ramblas e la spiaggia sono utilizzate anche da chi non ha la serietà di non sporcare dove vive per sé e per gli altri non si mette in discussione il valore della socialità e della vitalità, ma lo si avvalla attivando tutti i sistemi di gestione cittadina necessari. Sarebbe meglio che un raggruppamento nato dal basso, pulito e senza secondi fini fosse valorizzato anche da persone completamente responsabili, ma siamo in Italia, ed in generale non si può pretendere ogni cosa da ogni persona, occorre mediare nel nome dei valori umani.
Non mi facciano ridere i borghesi con la puzza sotto il naso, che fanno i moralisti e sono tranquillamente disposti all'ipocrisia, alla maldicenza, al rispetto solo di facciata delle persone. Ridicoli, se si guardassero dentro lo saprebbero e lo sanno quanto poco possono permettersi di criticare gli altri, specie confrontando il loro decoro finto e la società che avvallano: sporca e senza rispetto delle persone con un evento unico nel nome della socialità...
Che si divertano con i loro giochini inutili per il resto dell'anno.

Parata ParTòt 2007 a Bologna, grupop il Mostro in una scena in piazza Maggiore

 
Di Alex (del 31/05/2007 @ 22:46:28, in Società, linkato 944 volte)
Penso, sento che qualcosa vi deve essere che lega gli uomini, ogni uomo.
Pensate quanti individui, esseri uomini, mondi hanno vissuto e vivono in ogni modo su questa terra.
Se nulla vi fosse a legare questi esseri la vita sarebbe invero povera.
Cerco il senso che possa dare luce ad ogni singola entità che sia passata su questa terra e che si posa chiamare uomo.
 
Di Alex (del 31/05/2007 @ 09:25:58, in Società, linkato 1960 volte)
Con riferimento al mio articolo sulla velocità in autostrada...


 
Di Alex (del 31/05/2007 @ 08:25:53, in Società, linkato 968 volte)

Viviamo in un contesto assurdo.
Le città italiane negli ultimi 10 anni sono diventate invivibili: cementificate, superaffollate, trafficate, sporche, inquinate, senza più una dimensione umana, completamente dedite al commercio e al guadagno, non più luoghi in cui vivere e socializzare, in cui ricordare la propria e l'altrui storia, in cui dimensionare i nostri vissuti.
Solo macchinari per produrre ed erogare servizi.

Vengo da un viaggio ad Arezzo, Perugia ed Assisi, città con cnetri storici molto strutturari, che hanno mantenuto molto della loro dimensione antica.
In ogni caso nel nome del progresso si è ottenuto che chi ci vive considera l'idea di andarsene, ricorda la situazione di un tempo, e subisce il trauma dello sviluppo sconsiderato.

La Chiesa cattolica continua a non assumersi la responsabilità di questi due fatti:
1. è la chiesa cristiana più diffusa non per volontà divina, ma per fattori storici, deve smettere di considerarsi la detentrice della verità ed accettare di fare crescere la coscienza dei suoi adepti
2. se la famiglia classica come sacramento è una struttra in crisi lo si deve al fatto che la cChiesa cattolica è sempre stata connivente dei vincitori, non si è mai opposta favvero al vero distruttore deivalori e della famiglia: il capitalismo, il consumismo e il pensiero borghese, quindi è asurdo dare la colpa a leggi o costumi sessuali!

Si continua ad assistere ad esemplificazioni di stupidità mentale dell'italiano medio: si vota chi sembre più bello o più utile per gretto individualismo, senza pensare alle consuguenze anche individuali del gesto, si sfrutta politicamente qualsiasi situazione, anche la più gretta ed infelice, si assiste a programmi televisivi che permettono ancota a persone come Sgarbi di parlare in pubblico, e non ci si ferma dal vedere la destra che non riesce a volere di nuovo il potere per fare i suoi ghiochini, e la sinistra ad insabbiare ciò che mette in discussione i suoi affiliati massonici; inoltre quando qualcosa di sacrosanto viene fatto per ridurre questa Italia degli abusi e dei clientelismi ecco che taxisti e benzinai ricominciano a sciperare: beh io ho preso il taxi in Italia solo due volte nella mia vita (a Lisbona 10) e vado solo a metano quindi...

 
Di Alex (del 25/05/2007 @ 08:22:39, in Società, linkato 990 volte)
Terribile ancora terribile l'incapacità dei cattolici di base che si fanno abbindolare dalle scelte solo politiche, da una casta oramai incapace di concepire il senso reale della vita fatta di rapporti umani soprattutto non da vuote ideologie assurde che nulla hanno a che fare con la spiritualità.
Sono stato cattolico e mi dispiace, avrei preferito avere una cultura più protestante o neppure cristiana.
Una visione più pulita e ampia, ricca di rispetto e coscienza, capace di risvegliare il senso profondo della vita, della natura, della saggezza e dell'etica, invece di una cultura religiosa che sottostà ad un gruppo di persone che al controllano dall'alto senza vera spiritualità: non ci credo più.
Pensate a quanto sia pulito il desiderio umani di religiosità e spiritualità, quanto naturale e semplice il rispetto che richiama la bellezza della natura e la pienezza dei sentimenti umani, perchè costruirci sopra assurde teorie basate su testi, potere, politica, prevaricazione ed ipocrisia.
Sono convinto che il messaggio cristioano possa vivere tranquillamente senza il bisogno di una struttura come la Chiesa cattolica, anzi forse solo senza di essa.
 
Di Alex (del 28/04/2007 @ 12:36:28, in Società, linkato 998 volte)

La nostra società e la nostra cultura hanno, secondo me, deformato decisamente una situazione molto naturale. Nascere e morire, e soprattutto quest'ultimo, non è più determinato da uno scorrerere naturale.
Credo invece che il morire sia molto più semplice e "naturale" di quanto i sentimenti, le esigenze e emotive e le esigenze borghesi/sociali ci permettano di cogliere.
La parabola umana fino a che è passibile di variazioni è in se non conclusa, con un senso compiuto, diceva anche Pasolini, ogni azione può essere ripresa e trasformata mentre la vita continua, ad esempio si possono ricusare delle scelte fatte, risolvere dei conflitti anche antichi, recuperare ed elaborare vecchi progetti; solo con la chiusura della morte la vita di ognuno assume un senso compiuto, un valore definito e definitivo, passibile di valorizzazione e con la possibilità di estrarne i contenuti e i significati.
Si pensi agli artisti e alle loro opere, ai santi di ogni religione, peccato che in entrambi i casi poi la critica e la storia trasfromano il significato delle loro vite e delle loro azioni secondo le esigenze propagandistiche di un pensiero o di un'ideologia, insomma di un potere, non col fine di rimettere il senso alla valutazione relistica di chi ne studia i fatti.
Certo, la morte per incidente, per violenza, per dolore è difficile da considerare semplice, come normale conlcusione della sua controparte, come vita che assume significato. La morte di un figlio, di un giovane, di un bambino rendono diffcile considerare questa come l'atto finale di un percorso, visto che il percoso è stato breve.
Ciò non toglie che per chi conlcude il suo percorso la morte rimanga vita che giunge al suo compimento con semplice economia di fatti e significati, sono coloro che restano che appongono alla morte un'angoscia, un timore, un carico di esigenze, pretese, rabbie e esorcismi borghesi e non tanto da trasformarla in un evento catastrofico, enorme, mostruoso.
Questo però se leggiamo dentro di noi non è vero, la realtà è una semplice magica sequenza di event:i:

semplice perchè ogni atto dopotutto no è così incredibile, persino gli atti storici mentre veinvano compiuti, per coloro che li attuavano erano vissuti in maniera più semplice, senza il significato che dopo gli si attribuisce ampliandoli nella loro dimensione storica, ad esempio un atto eroico come il ragazzo davanti al carrarmato in piazza Tien-an-men, avrà avuto le sue emozioni da parte dei partecipanti, ma non certo la coscienza completa, la sensazione e l'emozione di chi poi ha visto le immagini, sentito i commenti, considerato gli effetti storici;

magica perchè la realtà risulta magica se si considera davvero con tutta la coscienza, se si pensa a come è straordinaria la natura, la nascita, un albero, l'innamoramento, la passione, il sesso, lo spirito in un corpo che lo rende vivo, le emozioni e i sentimenti, le strane situazioni che non sono spiegabili, ma accadono continuamente, la mente, la sacralità di ciò che esite...;

infine una sequenza di eventi, scelte, accadimenti che sommandosi creano anche grandi svolte, ma mai assurde, decontestualizzate, sempre costruite con piccoli passi quotidiano, fatiche e sacrifici continui, ben diversamente da come ci hanno abituato a vedere la realtà le teorie borghesi consumistiche, i film, la letteratura moderna, i giornali e la trelevisione, ossia come tutto e subito, con calvinistica visione dei successi come derivati da una forza divina, non dalle situazioni, dalle scelte e dalle possibilità reali; in questo senso la visione è magica negativamemte, non come sensibiltà che coglie la forza della vita, l'energia che sta sotto, ma come illusioni e aspettative esagerate derivate da una incoscienza della vita.

Morire è smettere un respiro, lasciare che il cuore faccia il suo ultimo battito, e vi assicuro che le persone senza più il loro alito sono strane, uguali ma non uguali a quando un attimo prima avevano ancora l'energia vitale, l'anima, che ne animava i tessuti e il complesso macchinario biologico. Se si può passare dalla vita alla morte in pochi secondi e senza incredibili stravolgimenti (a parte forse le morti violente), non è appunto semplice morire e non saranno forse gli altri che non accettano questo?

 
Di Alex (del 23/03/2007 @ 18:07:55, in Società, linkato 1231 volte)
Le prime leggi sugli stranieri che immigrano in Italia appartengono agli anni ’80 e ai primi anni ‘90 (943, legge Martelli) e sono modifiche rispetto alle norme regie e fasciste ancora in vigore, proprio in quel periodo si è evidenziata una nuova situazione (effetto anche delle guerre moderne) che necessitava di un nuovo corpus di leggi per regolamentare gli afflussi e la permanenza, la prima legge organica è la legge Turco-Napolitano, poi definita 286, del 1998.
Successivamente è stata approvata una legge (Bossi-Fini o 189 nel 2001) che si confrontava con una situazione notevolmente ampliata come quantità di afflussi e richieste degli stranieri già presenti sul territorio. Quest’ultima legge, e le sue successive modifiche, ha però avuto un effetto sconvolgente nei confronti del cittadino straniero.

Infatti la naturale esigenza di uno Stato che debba far fronte ad un fenomeno immigratorio sul suo suolo dovrebbe essere quella di regolamentare l’accesso ed integrare le persone presenti sul territorio inserendoli nella situazione sociale ed economica già presente.
Diversamente l’ultima legge ha avuto l’effetto di rendere difficoltosa l’integrazione, esasperare la complessità dei procedimenti burocratici per ottenere documenti ed altre facilitazioni, con l’effetto di far rischiare l’illegalità  a cittadini anche già inseriti e persino integrati (non riuscendo questi a produrre sempre tutte la documentazione e le garanzie richieste), e mantenere spesso chi arrivasse in Italia in uno stato di difficile soluzione integrativa.
Sicuramente è da punire chi scelga di delinquere, senz’altro non è funzionale alla società chi segue sistemi illegali (stranieri e non), ma sembra assurdo costringere, a volte senza possibilità di scelta, centinaia di persone a scivolare nell’illegalità o a sceglierne fin dall’inizio la strada ponendo difficoltà a volte insuperabili a livello amministrativo.

La nuova legge proposta dal Governo Prodi sembra puntare in un’altra direzione, riavvicinandosi alle scelte dei primi anni ed assicurando, pur con le dovute verifiche, una possibilità maggiore agli stranieri di poter fare un percorso lavorativo e sociale conveniente.

Un problema comune a tutte le scelte fatte fino ad ora in campo giuridico è stato quello di non contemplare coerentemente tutte le situazioni possibili, rimangono molte zone grige nelle leggi tali da rendere possibili varie interpretazioni o casi particolari che non hanno una definizione specifica nel corpus legislatorio. Sono accaduti anche casi di contraddizioni tra successive promulgazioni.
Occorre anche tenere conto del fatto che le leggi nazionali sono applicate a livello provinciale dalle Questure dei capoluoghi, questo comporta che quando la legge non è chiara ogni Questura interpreta in maniera particolare la sua applicazione, determinando una differenziazione di comportamenti a seconda dei luoghi. Più la legge è restrittiva più è facile che si cada in queste situazioni.
Va considerato il fatto che spesso le reali possibilità di regolarizzazione ed integrazione devono confrontarsi con le norme, ma anche con le situazioni specifiche, si occupano delle prime le istituzioni, delle seconde i servizi sociali, anche se spesso accade che le necessità economiche e le scelte dirigenziali portino anche questi ultimi verso decisioni più amministrative, ledendo il giusto contrasto democratico tra chi si occupa di burocrazia e chi di fattori umani.

I CPT avrebbero dovuto essere centri di accoglienza per coloro che erano giunti in Italia senza nessun documento o visto dell’ambasciata che permettesse loro di regolarizzarsi.
In realtà si sono ben presto trasformati in centri di detenzione, con tutte le conseguenze che questo può comportare: cittadini stranieri indotti a delinquere per sopravvivere e completamente a carico dello Stato.

La nuova legge, in discussione in questi giorni, reindirizzerebbe i cittadini non regolari nei veri centri di accoglienza, dai quali, se hanno le condizioni adatte, potrebbero iniziare un percorso di regolarizzazione inserendosi come parte attiva della società, e i Cpt, ridotti di numero, come centri di detenzione provvisoria per gli stranieri da espellere. Ripristinando una corretta interpretazione degli strumenti e un rispetto della persona più degna di un paese con una cultura adulta.
 
Di Alex (del 11/03/2007 @ 21:24:27, in Società, linkato 2478 volte)
Ieri sera in centro a Bologna mi sono imbattuto in una bellissima drogheria in legno, con gli scaffali pieni di leccornie, stile anni 50.

Drogheria della Pioggia


Un'atmosfera dolce e bellissima. Anche nel centro di Bologna, vicino a piazza Maggiore, vi sono piccoli negozietti in stile anni 50 e fine 60 con insegne antiche d'epoca e le scaffalature in legno.
Che differenza con i negozi moderni metallo, vetro e plastica, sintetici e sterili la cui sensazione di modernità si sposa con la freddezza e la mancanza di storia e di profondità.
Io quando da bambino entravo in questi negozietti con i commessi ancora inappuntabili, che facevano quel mestiere da una vita e apprezzavano fare due chiacchiere, sentivo il legame tra il moderno degli anni sessanta e l'eredità del passato postbellico, un piacevole calore di cose semplici e ottenute con impegno quotidiano.

 
Di Alex (del 11/03/2007 @ 21:22:26, in Società, linkato 1067 volte)
La Majeutica, fare uscire ciò che sta già in ognuno di noi, sia in campo culturale che spirituale, ritengo sia l'unico strumento valido per insegnare e fare un percorso assieme alle persone che imparano.
Qualunque maestro che si consideri superiore ed abbia successo entra in un vortice che spesso lo porta all'arroganza e di conseguenza a perdere la saggezza per la quale poteva insegnare ad altri.
Lo stesso si può dire di una religione che invece di valorizzare le altre forme si spiritualità si considera unica via.
Pensate gente pensate.
 
Di Alex (del 11/03/2007 @ 21:21:42, in Società, linkato 1088 volte)
Mercoledì sera 7 marzo, concerto dei Deep Purple.
Ora capisco quando dicono che i cantanti di oggi non hanno più voce!
C'è una bella differenza, inoltre la pulizia del suono e il piacere di avere un cantante che fa solo quello e anche la storica tastiera che accompagna la musica!
È molto diverso da oggi! Wow.
 
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