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 ghiaccio... di Alex
 
"
Non passare la tua vita
solo
o uomo,
vivila, ora, in questo
breve attimo
che, come un lampo,
illumina la tua giornata,
non passarla solamente,
godila, riempiti di essa
come le forme si riempiono della loro sostanza,
anche tu ama
e non lasciarti
solamente
disegnare dal tempo.

A.M.
"
 
Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.

Di Alex (del 13/02/2007 @ 21:53:23, in Poesie, linkato 1168 volte)
senza senso
biascica le sue parole
il vecchio sul marciapiede
strano personaggio
con qualche mancanza di pertinenza
ed una voglia sul viso
è l'uomo di oggi
vecchio e strano
senza senso
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Di Alex (del 13/02/2007 @ 21:43:08, in Società, linkato 1004 volte)

Possibile che ci si perda in così poco?

La discussione sui pacs, le guerre inutili, gli strapoteri che essendo in crisi forzano la mano su tutto, centinaia di persone ricchissime che frondano da tutte le parti senza rirtegno e senza che nessuno le fermi, distruggento tutto: dignità, libertà, vitlaità, affetti, setbnimenti,. natura, cibo, acqua.

Siamo in mano ad una società il cui unico fine è il profitto ed il poter per farlo, che bombarda di messaggi su come sia bello poter spendere, viaggiare, essere famosi (anche se per finta e senza nessun motivo), non morire, non soffrire, non invecchiare.

Gli stolti borghesi fanno finta di non accorgersi che tutt quest n può che procare la lenta agonia di migliaia di persone e si fingono sorpresi ed adirati nel vedere situazioni come il G8 a Genova, l'esistenza delle nuove BR, il caso Welby, la legge sui pacs, etc. etc.

Eppure sempre meno si fa per descrivere davvero quello che accade:

sappiamo che il simbolo ha un effetto profondo, immediato ed inconscio nell'uomo, ed in generale negli esseri viventi, infatti è uno degli strumenti più importanti della psicanalisi, si vedano gli atti di psicomagia (A.Jodorowsky), lo psicodramma, gli oggetti transazionali, i sogni, le religioni e le sette, i riti religiosi, personali, pagani ed infine la pubblicità;

da anni vorrei scrivere un saggio che descriva come i simboli siano stati sempre gestiti dai governi, dalle religioni, dai re e dai santoni, dalle sette, insomma da tutte le espressioni del potere, i greci, i romani, i crisitiani, i longobardi, gli ortodossi, la chiesa e l'impero nel medioevo, gli studiosi medioevali, i signori del rinascimento, la chiesa della controriforma, i re delle nuove nazioni, i signori dei nuovi stati, le massonerie, le nuove sette nazionaliste, il fascismo, il nazismo, fino ad oggi, quasi;

gli artisti trasmettevano, gli studiosi interpretavano, i critici elaboravano, ma sia chiaro: ciò che veniva detto era ciò che si voleva fare sapere e come si voleva farlo sapere: fare vincere una certa maniera di dipingere era fare vincere un acerta scuola di pensiero e un certo modo i utilizzare i simboli. La storia dell'arte è molto più storia del pensiero, documento di un metodo di mistificazione della realtà che vero studio dell'arte, almeno fino agli anni sessanta del secolo scorso, e molto ancora adesso...

Quindi i simboli venivano acqusiti e rielaborati dal nuovo potere che soppiantava il precedente e si confrontava con altri che avevano a loro volta i loro simboli, si veda la Chiesa cattolica come ha trasfromato inglobandoli tutti i simboli pagani, ma è anche ovvio che prima del millenovecento le immagini e i simboli erano molto importanti in una cultura che si basava sulla tradizione orale, su pochi scritti e su molti analfabeti, quindi sembra tutto molto lontano: errato.

La nostra epoca impone un nuovo modo: mentre i simboli e tra questi gli archetipi, i più importanti perchè i più antichi e profondi, base per gli altri, venivano inglobati e ririempiti di significato profondo al servizio del nuovo potere, nel secolo scorso si è cominciato un sistema nuovo, devastante: svuotare i simboli e riempirli di significati superficiali, spuri, decontestualizzarli, creare insomma una rete simbolica schizofrenica che risponde non più all'esigenza di un potere diretto, fatto di uomini, armi, editti e possessi reali, ma di un potere sottile e preciso, in grado di spingere migliaia di persone verso indicazioni consumistiche e di pensiero senza che queste se ne accorgano.

Provate ad osservare i documentari di oggi, i quiz e le riviste, non percepite che ciò che cerano di trsamettere non è tanto l'argomento, ma anche una forma di fanatsimo nei confronti della tecnica, del pensiero scientifico, delle capacità dell'uomo di oggi? Un tempo si chiamava "progresso", poi negli anni sessanta gli si è fatto un processo, si è capito che provocava la morte delle ideologie, dei valori, dei sentimenti, che inquinava e arricchiva pochi; per cui gli hanno cambiato nome, hanno detto che la tecnologia ci avrebbe permesso di fermare l'inquinamento, di aumentare l'informazione, di migliorare i rapporti umani, di ridistribuire la ricchezza e hanno continuato imperterriti sulla stssa strada, solo con un rinomina file.

Sembra un'ipotesi molto dietrista, è vero, ma provate a pensare cosa accade se dvvero le forme geometriche, gli alberi, i suoni, i colori, le onde elettromagnetiche, le emozioni degli altri, la vista di un movimento, le linee curve e quelle rette, i simboli più complessi come quelli religiosi avessero il potere di stimolare in noi un modo di sentire ed un modo di pensare e fossero anche elementi importanti per il nostro equilibrio psicofisico... cosa accadrebbe se si sovrapponesse al simbolo piacevole del sole caldo e rotondo il fatto che appena lo vediamo dobbiamo bere qualche bibita fresca con le bollicine o riflettere sulle due settimane di vacanze che ci rimangono?

Si dice che la musica, la calma, il respiro lento, le linee curve e i colori caldi rilassino: guardate un solo attimo le nostre città, la nostra vita, il nostro lavoro: quanto rimane di rilassante?

Ma infine non è forse vero che viviamo in una struttura sociale che non ha alcuna intenzione di indulgere nei sentimenti, a meno che non servano per un bel reality o un serial, o per condire la pubblicità, non accetta assolutamente chi non la pensa secondo i canoni, cosnidera vincente solo chi è dispotto a tutto per vincere e chi non ha successo, secondo le sue regole, è solo un fallito?

Si parla dei pacs, ma credo che la partita contro una società che sposa le persone con riti costosissimi, con trenta massimo quaranta minuti di riflessione spirituale, piena di ipocrisie e sorrisi di cortesia, regali d'occasione e poi abbandona i nuovi coniuigi ad una vita in cui occorre produrre, pagare più del 50% di tasse, ed essere vincenti, abbronzati e ricchi, con figli depressi e nevrotici, portandoli ad una facile separazione legale, sia persa da tempo.

La sensibilità, non tanto le emozioni, il sentimento non i sentimentalismi, la curiosità, non la pedanteria delle nozioni, la criticità, non il parlare a vuoto per farsi vedere, insomma una dimensione più leggera ma più profonda, che rispetti natura e uomo credo sia l'unica via possibile.

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Di Alex (del 13/02/2007 @ 08:31:48, in Società, linkato 1443 volte)

Ancora oggi vengono assassinati centinaia di cani con i bocconi.

E' successo ancora con un cane molto buono e assolutamente incapace di andare a caccia, amato da grandi e bambini.
Non è solo incivile, secondo la frase, credo, di Leonardo da Vinci, che diceva qualcosa come "Il livello di civiltà di un popolo si può misurare da come rispetta gli animali"; credo sia espressione di stupidità e bassezza di valori e di etica.

Uccidere animali con del veleno è segno di profonda deficienza e mancanza di conoscenza, quindi chi uccide dei cani, e altri animali da cortile o mette a repentaglio la vita di bambini per eliminare le volpi o simili è incosciente e profondamente stupido.
Ma chi uccide volontariamente i cani di una famiglia è un essere rivotante: il danno che provoca è economico, sociale, affettivo e psicologico.

Pensate quanti soldi si spendono per un animale di casa, pensate se quell'animale ha anche una funzione economica come la ricerca del tartufo o la caccia; considerate quindi l'importanza che assume un cane per gli incontri sociali (chi lo possiede lo sa);
riflettete sul fatto che il cane è sempre un catalizzatore di affetti, massimo per i bambini che vivono così un trauma della morte molto prima che abbiano raggiunto un'età nella quale vi si possano confrontare, per loro è come perdere un compagni di scuola!

Senz'altro gli adulti soli, ma persino quelli più pratici, che utilizzano il cane solo per motivazioni specifiche non possono esimersi dal provare affetto.
Considerate infine quante cure, tempo, e sacrifici comporta la cura di un animale, quanto valga come antistress e strumento emozionale psicologico e capirete infine che terribile situazione sia vederselo ammazzare da qualche bastardo con il cervello deformato dall'invidia, dalla sete di potere o di guadagno.
CHE SCHIFO.

Mi interesserò sulla situazione legislativa e VORREI PROPORRE UNA RACCOLTA DI FIRME PER OTTENERE UN INASPRIMENTO DELLE PENE ED UNA PIU' ADEGUATA STRUMENTAZIONE PER RISALIRE CON CERTEZZA A COLORO CHE COMMETTONO QUESTE NEFANDEZZE.

Chi uccide senza scrupolo esseri viventi che sono così importanti per altri uomini non credo che ci metta molto ad essere pericoloso per tutta la società, andrebbe scacciato e imprigionato come prevenzione.


Invece so che anche chi viene ritenuto colpevole può continuare a fare i cacciatore, ad avere una vita sociale comune e a continuare senza rischi nella sua pratica delittuosa.
CHE SCHIFO.

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Di Alex (del 13/02/2007 @ 08:08:07, in Società, linkato 948 volte)

Assurdo,
lo scontro prettamente politico che sta avvenendo contro questa legge sulle coppie di fatto tra Stato e Chiesa ha i contorni di una novella di Kafka..
I cattolici proprio come tali, non credo che potrebbero mai scegliere questo tipo di convivenza, per cui non corrono alcun rischio, i non cattolici, invece, la scelgono da anni, e lo stato è tenuto a prendere atto delle situazioni dei cittadini per eviscerarne la migliore gestione legislativa.
Non vedo quale sia il problema.

La Chiesa ha la coda di paglia credo, da anni ormai mi sento più cristiano e non solo che cattolico.
Il matrimonio cattolico ha acquistato tutte le caratteristiche di un rito per nulla spirituale, consumistico, capitalistico e totalmente ipocrita.
E' divenuto, a mio parere, molto più sobrio, interessante, emotivo ed in grado di fare sentire la vicinanza dei duo nuovi coniugi, il matrimonio civile, forse proprio per la situazione scarna, sobria e un po' avvilente che propone.

Certo, nulla vieta ad una istituzione importante come la Chiesa cattolica di valorizzare le scelte del suo credo; inoltre spesso si è cercato di tornare ad una spiritualità più vera e ad una vita più intensa, senza tutte le sovrastrutture borghesi, consumistiche.
Però credo che alla fine, sarà per i metodi, sarà per i modi, si sia riuscito solo ad assecondare i peggiori atteggiamenti borghesi, gretti e senza sentimenti veri.
credo invece, fermamente, che il messaggio de Vangelo fosse molto più intenso e rivoluzionario, che l'amore fosse ciò che doveva, da allora in poi, vincere in ogni scelta di vita.

Non le strutture, non le ragioni di stato, non le regole settarie, non le deformazioni di chi è in un ruolo di potere, ma l'amore spurio, profondo, pulito, che rispetta ciò che è sacro: la natura, gli esseri viventi, gli altri uomini per come sono.
Siamo molto lontani da quello, MOLTO.

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Di Alex (del 05/11/2006 @ 18:54:04, in Architettura, linkato 1694 volte)
Mi chiedevo l'altro giorno, come mai mi piacessero tanto i prati pieni di erbette tutte diverse, ma che poi, nell'insieme, si risolvevano come sempre in una ammirabile armonia.
D'accordo, la natura da sempre è maestra del bello, ma allora mi sono chiesto cosa accade nelle nostre città ora?
Ed ecco che ho seguito questa riflessione:
fino alla fine dell'ottocento in tutto il mondo non esistevano linee rette, ossia quelle che esistevano erano imprecise e gli uomini convivevano con costruzioni ed ambienti, oggetti e riproduzioni artistiche che non contenevano rette assolute dato che non avevano la capacità tecnica per realizzarle...
Però, visto che la natura non possiede se non rarissimamente (minerali) linee rette specifiche, ecco che ho pensato che l'uomo viveva in ambienti e contesti che comunque ricordavano la natura per il loro essere imperfetti, non geometrici, dunque non razionali all'eccesso.
Invece da almeno 100 anni noi viviamo in contesti razionali, geometrici, precisi, pieni di rette e angoli a 90 gradi... con case brutte e scarne in cui l'unico divertimento visivo è il movimento dei cubi e dei parallelepipedi, con effetti disastrosi sulla vivibilità degli ambienti, ma io mi chiedo: se è vero che ciò che vediamo ci influenza nel nostro sentire, come possiamo vivere bene oggi?!
La curva, le rette imprecise, pensate ai massi squadrati che compongono gli deifici medioevali, che fascino portano con se, e io credo non solo sia per l'epoca cavalleresca e misteriosa che richiamano, non solo perchè sono levigati dalla storia, ma anche perchè si legano con naturale asperità alla naturalezza che è in noi.
Eppoi provate ad osservare uno sgabello perso all'ikea e quello fatto dal nonno in soffitta, senz'altro sarà un po' sbilenco quest'ultimo, ma sapete qual'è il valore che lo rende più importante di qualsiasi realizzazione industriale?
Il suo non essere perfetto, quindi il suo partecipare dell'imperfezione della vita, che in sé è sempre in movimento e rifiuta il geometrismo e la razionalità, e come tale il fatto che stimola in noi emozioni e sentimenti, non solo pensieri pratici e meccanici.
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Di Alex (del 05/11/2006 @ 18:45:26, in Società, linkato 969 volte)
Pensate, pensate a quando si diceva:
autunno... cadono le foglie, e su tutte le raffigurazioni di quella stagione, sui libri per bambini, sulle carte da parati, nelle riviste, autunno veniva raffigurato con le foglie a terra e le castagne, stessa cosa per l'estate con la spiga...
oppure l'inverno con la neve o la primavera con i fiori e le rondini.
Sembrano stupidaggini da bambini anni trenta, ma pensate al fatto che ora non è più così.
Da una sensazione di fasi naturali si è passati ad un ciclo prettamente economico: autunno, arrivano i saldi e la finanziaria; inverno, bolli da pagare, feste di natale e ultimo dell'anno; primavera, pasqua, tiro fuori lo scooter e la moto; estate, piscina e mutuo per fare le vacanze!
I ritmi naturali che scandivano lanostra vita e ci legavano alla realtà del nostro essere come animali nella natura sono sotituoiti da situazioni legate al lavoro, ai soldi e alle feste comandate che altro non sono se non feste del consumismo...
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Di Alex (del 22/08/2006 @ 08:49:09, in Architettura, linkato 1586 volte)
Dal mio ultimo viaggio a Barcellona. Ho visto molti palazzi, ma la sensazione è di una città che abbia relegato la sua storia nella zona del porto, nel quartiere "gotico", ad uso e consumo dei turisti, e per il resto abbia distrutto tutto il tessuto storico per realizzare questi palazzoni bruttissimi, emblematici dell'architettura dedita solo agli affari e al cemento di oggi. Il tutto inglobando anche i pochi, bellissimi palazzi liberty del grande Gaudì. Insomma l'emblema della città fata per guadagnare e costruire, ciò che tendono a diventare le nostre città oggi.
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Di Alex (del 30/07/2006 @ 19:19:51, in Politica, linkato 925 volte)
Provate, provate a ragionare rispetto al vostro lavoro, alla vostra vita...
Vi è mai capitato che un'esperienza vi abbia fatto rendere conto del fatto che ognuno di noi pian piano soffre di deformazioni professionali? Chi più chi meno ragiona secondo quello che vive ogni santo giorno.
Per questo occorrono spesso delle situazioni (corsi, viaggi, rapporti umani, esperienze anche di vita) in cui uno esce e acquista più coscienza di sé stesso.
Il dover pensare a vendere è, di fatto, uno dei lavori più deformanti, in quanto stimola la persona ad adattarsi a tutti dei modelli che sono necessari per riuscire vincenti in quel campo.
Con questo intendo la vendita non solo del commerciante, ma anche del finanziere, dell'industriale, del venditore, del televenditore, del piazzista, del commesso, di chi procaccia la pubblicità etc. etc.
Al di là dei dovuti liveli di coinvolgimento diversificati, chi vende non può seguire l'istinto naturale, i desideri umani emotivi, la sincerità delle sue intenzioni, pena la sconfitta del mercato. Ci si allena insomma ad essere tutto effetto subito, e ad avere l'istinto non per la conoscenza delle cose del mondo e della vita, ma per come venderle.
Chiaritemi adesso se qualcuno che abbia una deformazione professionale dl genere, o anche una qualsiasi, possa permettersi di decidere per più persone e su più campi di gestione sociale.
Senz'altro a seconda delle deformazione vrranno tralasciati alcuni campi considerati inutili o verranno modificati per dare luce agli altri, ad esempio vendere la cultura o guadagnare facendo del sociale.
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Di Alex (del 30/07/2006 @ 19:12:05, in Politica, linkato 985 volte)
No c'è dubbio che in Italia queste due visioni abbiano delle peculiarità politiche. Tralsciando coloro che saltan da una parte all'altra solo per mantenere il potere, razza di trasformisti indegni di qualsisi pietà e rispetto.
Negli anni si è visto, pur con le differenze dei casi specifici:
La sinistra = rimanere legata a pensieri faraginosi, programmi colossali, parolai infiniti, belloni di turno, tantissimi bei porgetti ma con una fondamentale incapacità di portarli a termine nella realtà
sono insomma ancora avulsi dalla realtà e incapaci di intervenire con effetto.
Rimane però il fatto che a lungo termine sono i loroiprogrami che tengono conto democraticamente di tutti e non fanno solo il gioco di alcuni... sulla carta.
La Destra = meno parole, più fatti, grandi effetti visivi subito, ma conseguenze disastrose nel lungo termine; sanno ragionare in termini pratici, economici e politici, ma, almeno in Italia, da sempre fanno li gioco di alcuni e solo di quelli.
Spesso provengono dall'economia, professionisti e spesso "Venditori" ossia nel commercio e su questo richiamo una riflessione.
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Di Alex (del 01/07/2006 @ 11:09:34, in Società, linkato 1383 volte)
Vi sono persone che hanno un'energia pulita e ballano davvero credo che non sia solo il loro aspetto, ma anche dentro... E hanno affetto sicuramente sugli uomini, forse su tutte le energie presenti in natura...
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