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 Siepe... di Alex
 
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Ogni uomo ambizioso deve lottare contro il suo secolo con le proprie armi. Ciò che questo secolo adora è la ricchezza. Il Dio di questo secolo è la ricchezza

Oscar Wilde
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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.

Di Alex (del 01/11/2014 @ 13:49:29, in Arte, linkato 1003 volte)

Dopo sei anni dalla pubblicazione della prima edizione, sono felicissimo di presentare la nuova edizione.

ilmiolibro.kataweb.it/schedalibro.asp

Giulio Carpioni 1613-1678 è stato oggetto di varie rivalutazioni negli anni sessanta per la sua attività pittorica, ultimamente anche le sue opere incisorie sono state valorizzate. Il suo stile ricalca quel periodo di passaggio tra classicismo e barocco inserendosi, a ragione, in un'epoca di sperimentazioni e di contenuti estremamente interessanti, dai soggetti religiosi a quelli classici fino alle simbologie profane.

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Di Alex (del 04/10/2014 @ 19:55:52, in Informatica, linkato 1829 volte)

1. Premessa - alcuni orologi storici.

Dopo lo Z1 ecco arrivare finalmente alcuni SmartWatch davvero interessanti.
Dopo aver visto la presentazione dello SmartWatch della GooPhone ho tenuto monitorato il settore per cercare qualcosa di interessante.
Un primo passo l'ho fatto con il Pebble. Sicuramente un'idea geniale. Nato da Kickstarter, come il Trusemart del resto, si tratta di un orologio con qualità interessanti: ha uno schermo e-link a cristralli linquidi che gli consente di avere una carica che dura quasi una settimana, può essere utilizzato anche solo come orologio (a differenza del primo Sony Live View che ho utilizzato per un po' e che risulta molto ridotto e non funziona senza essere connesso) con varie facce (watchface).
Si tratta però di un orologio che funziona solo agganciato via bluetooth con l'iOs o Android, può installare varie funzioni, ma limitate dal tipo di schermo che può creare solo toni di grigio; nnostante questo fa da contapassi, navigatore, gamer, ed ha funzioni di raccolta notifiche dal celluare per qualsiasi app, che lo rendono un ottimo "companion".

2. Le due novità

Diversamente  i due nuovi smartwatch sono telefoni con tutte le funzioni anche da soli, ossia senza il nostro cellulare: telefonate, navigazione 3g, e android dalla versione 4 completa.
 

L'Omate Truesmart in versione Extreme, con 1gb di ram e 8gb tra rom interna e sd base è un ottimo orologio, in metallo, resistente all'acqua, con un buon schermo e un ottima portabilità.
Di contro il Zgpax s6, evoluzione del fortunato s5, ha una composizione in plastica dozzinale, uno schermo medio, non resiste all'acqua.
C'è una sostanziale differenza di prezzo: 135+ tasse doganali a 20€, il prodotto cinese, tra i 250 e i 300 l'omate Truesmart.
Come dicevamo il nascituro da Kickstarter dispone di un processore dual-core, 1gb di ram, 1,27gb di rom, 4,91gb di memoria sd,
lo Zgpax invece dispone di un dual-core, con 512 mb di ram, 502mb di rom, 2,05gb di sd, entrambi espandibili con micro sd.

La differenza non è però così evidente, benché il comparto hardware permetta al Truesmart di avere una versione 4.2.2 di Android, contro la 4.0.4 del concorrente cinese; anche se alcune applicazioni in effetti poi crashano sul modello meno dotato, esempio ES filemanager devo dire che entrambi sono sostituti in miniatura dei uno smartphone a tutti gli effetti.

Nell'utilizzo: il Truesmart monta un Launcher minimale, senza Widget, e le funzioni home, back e menu sono gestite la prima con uno dei tasti, le altre con dei movimenti touch, risulta po' macchinoso, ma questo ha permesso di avere solo lo schermo e niente più.

Nello Zgpax abbiamo uno schermo squadrato, però con i tasti touch menu, home e back, benché si rischi di attivarli per errore dato lo spazio esiguo, rendono il tutto molto più comodo e fluido.
Il Launcher di quest'ultimo è minimale e bruttino, meglio sostituirlo con un'altro.

I menu delle applicazioni e del sistema sono più classici nello Zgpax ma per questo motivo funzionano a dovere, mentre il Truesmart non accetta alcune funzioni per errori di visualizzazione.
Rimane il fatto che entrambi consentono di avere un ottimo strumento in grado di fare quasi tutto quello che realizza lo smartphone e in modo alquanto portabile.

Peccato non esistano batterie di ricambio per i due prodotti, anche se il Truesmart ha una buona tenuta di suo se non utilizzato come wifi o 3g per più di qualche minuto all'ora, l's6 migliora una volta fatto il root e ridotta la potenza del processore assolutamente non necessaria, ma anche lui senza troppe connessioni.
Tra l'altro lo Zgpax ha un connettore micro usb che necessita di un jack lungo, ma poi si ricarica comodamente, il Truesmart invece necessita di un alveo specifico molto ingombrante, il che è fastidioso.

Quindi il Truesmart è di maggiore qualità, però il suo essere smart comporta dei fastidi di utilizzo, mentre il compare più a buon mercato sarà meno piacevole alla vista, ma di fatto ha un'usabilità maggiore, a meno che il primo non attui delle migliorie software e magari non produca un cavo usb apposito, già in progetto.
Con opportune migliorie, anche grazie al root, alla fine il Truesmart è comunque il compagno di polso migliore: portatile, piacevole alla vista, ottimo schermo e luminosità, batteria già ottima e con una riduzione della CPU, veramente performante, consente quasi tutte le app degli smartphone, a parte quelle che non sono utilizzabili con questo schermo, ed infine aggiungiamo alcune app specifiche dallo store Omate, Swapp-link fenomenale; inoltre avere un po' più di memoria ram e sopratutto memoria per instllare la applicazioni è molto utile.
Rimane al rivale: sistema di ricarica molto più comodo, possibilità di utilizzare gli auricolari con filo, cinturino grande, ma anche meglio allacciabile.

3. il software

Veniamo al SOFTWARE.
Credo che il root sia necessario su entrambi i dispositivi, anche se è meglio non provocare errori di sistema, il mio primo Zgax si è brickato per aver messo il dpi dello schermo soto i 120, per recuperarlo o dovuto acquistarne un altro (impossibile flashare ROM di dispositivi diversi, online cerano solo quelle dell'S5), installare i driver USB MTK (il processore mediatek) creare una copia della rom (dopo il root) con anche cache e file utente (senza anche se fashata non funzionava) con la versione precedente del sistema di backup (MTKDoridTools) quindi con SP_Flash_Tool metterla su quello con il brick, al che ho resettato e finalmente si è ripreso.

Il root, dicevamo, serve appunto per fare copie nel caso di Brick e abilitare un sistema di gestione della CPU on-demand e underclockata che riduce il consumo di energia quasi della metà, io utilizzo No-frills CPU control.
Per fare il root su entrambi funziona Cydia Impactor.
Per il Launcher hi provato e trovato buoni ADW Launcher Ex per lo Zgpax e la versione OUI 2.0 per l'Omate Trusemart, simile a quella montata, ma con anche i widget.

Per le funzioni aggiuntive:
Lo Zgpax ha già il suo Google Play store, per l'Omate occorre scaricare l'app e installarla tranquillamente, altrimenti c'è solo Aptoide.
come sistema di mappe, a parte Googlr Maps, io metto Be-on-road come mappe gps offline,
come tastiera ho privato Swiftkey che funziona benissimo, però sul Truesmart funziona bene anche Swype che con il dragon consente il controllo vocale (sul TS possiamo anche installare la gestione vocale di Google Now, sullo Zgpax la copia installabile di S-Voice), alla fine ho scelto Minuum in versione pro per entrambi perchè uando è compatta lascia vedere lo schermo;
difficile invece decidere per il frontespizio o l'app in formato orologio, Timeicon è carina, ma non leggibile velocemente sul TS, per lo Zgpax non è male quella di default, manca però per entrmabi un orologio digitale (leggibile bene) che consenta anche un acceso immediato alle notifiche ed allo stato del telefono/orologio;
alla fine risulta sempre ottimo il grande Widget locker che sostituisce il lockscreen con uno personalizzabile.
Per la camera suggerisco CameraFX che consente di scattare toccando ovunque sullo schermo o si rischia di attivare molte altre cose invece di scattare la foto.
Per l'accensione muovendo il polso ho provato Shake e Awesome on/off, e alla fine ho scelto quest'ultimo in versione Ultimate.

Per la modalità companion suggerisco Bdoo Bluetooth remote control di Shakej che passa tranquillamente gli sms e le telefonate come notifiche al watch, per whtsapp occorre registrarlo come funzione di accessibilità, ma sull'Omate queto non è possibile, però funziona benissimo la beta di Swapp-link che riesce persino a fare il trasferimento di chiamata (da controllare se costa) per cui se chiamano il cellulare suona sull'orologio, davvero comodo!
Certo vi sono alcune app comode come Sms foward, oppure Atooma o Tasker con i quali inviare sms che notifichino all'altro telefono chiamate o sms, però per fare questo occorre una tariffa a forfait per gli sms e bisogna lasciare attivo il gsm sull'orologio con molto dispendio energetico rispetto al solo bluetooth.

Buon Watch!

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Premessa: Qualsiasi simbolo, anche in stato silente, perchè non più coinvolto dalla quotidianità e dalla cutura presente, viene recepito comunque dall'inconscio di chi lo percepisce.
Lo stato di quiete apparente viene subito trasformato in attivo nel momento in cui i vissuti personali entrano in relazione, in risonanza con il contenuto simbolico, provocando un rafforzamento delle spinte emotive e del modo in cui la realtà viene percepita e valutata dalle persone.*

Il monumento di Vittorio Bottego in piazza Dalla Chiesa a Parma, è appena stato ricollocato nel nuovo piazzale della Stazione dei treni.

fonte: Repubblica Parma

L'uomo Vittorio Bottego è stato senz'altro un personaggio storico, le sue gesta  erano apprezzate e riconosciute, d'altronde il periodo storico era ben diverso, benché, come sempre del resto, non tutti fossero così propensi alla violenza e al pregiudizio per le culture diverse.
Ci troviamo proprio nel perido dell'Italia appena unificata, piena di speranze e di difficoltà.
Con un grande deisderio di rivalsa, di riscatto e un richiamo sempre più evidente alle grandezze della storia, infatti dopo alcuni decenni dalla morte di Vittorio Bottego (1897) si avrà il recupero fascista delle glorie romane e la recrudescenza delle guerre coloniche italiane.

L'Italia aveva iniziato la sua espansione colonica nel 1882 in Eritrea, proseguendo con la Libia, la Somalia e l'Etiopia, Dodecaneso e Albania.
Negi anni 30 Mussolini, secondo la visione dell'Impero itaiano, progettò e attuò varie espansioni delle colonie italiane in Africa.
Il tutto si esaurì alla fine della seconda guerra mondiale.

Vittorio Bottego quindi si inserisce in un contesto di espansione militare e culturale italiana, in un periodo ove i vari ministri si definivano critici e magari contrari alle azioni coloniali, ma decidevano comunque di ampliare i domini, all'inizio solo di natura commerciale.
Le azioni di guerra si inserivano in un contesto coloniale già ampiamente sfruttato dalle altre potenze europee (Francia, Inghilterra), ed in una situazione politica instabile dei contesti indigeni.

Detto questo però possiamo venire ad oggi.

fonte: Wikipedia

Il Monumento in questione fu realizzato da Ettore Ximenes agli inizi del novecento e inagurato il 1907, dunque in pieno ambito colonialista.
Ciò che rese più che altro famoso Vittorio Bottego furono le sue esplorazioni nel corno d'Africa, soprattutto il percorso di due fiumi: il Giuba e l'Omo, contribuendo alla costruzione delle cartine geografiche dell'epoca e ricevendo anche una medaglia d'oro al valor militare.

Leggendo da alcune fonti l'ultimo periodo dell'esploratore (come viene definito):

"Tenta di proseguire l'esplorazione in territorio etiopico, nella regione dei Galla ma è invece costretto ad un combattimento (causato anche dal suo carattere impetuoso) a Daga Roba, nel corso del quale viene ucciso il 17 marzo 1897"
Medaglia d'oro al valor militare alla memoria:
«Dimostrò sagacia ammirevole nel dirigere una spedizione scientifico-militare nell'Africa Equatoriale attraverso paesi inesplorati e fra popolazioni ostili e bellicose e spiegò eccezionale coraggio attaccando con soli 86 uomini un nemico forte di circa un migliaio di combattenti e morendo eroicamente sul campo ferito al petto e alla testa da due colpi di arma da fuoco.» — Gobò (Paesi Galla) - 17 marzo 1897
(wikipedia)

Quindi ci troviamo di fronte ad un Esploratore, capitano di spedizioni scintifico-militari, il quale combatté le popolazioni indigene per poter condurre le sue esplorazioni a fini scientifici (geografici e naturalistici) e militari (colonialisti).

Questo è il background culturale che ispira il monumento, i quale, in ogni caso, risulta molto chiaro: un comandante militare, in posizione di sfida e di comando, sotto il quale sono posizionati due indigeni abbattuti dalla presenza dell'esploratore, in abbigliamento d'epoca, armati, uno con un'espressione spaventata e l'altro morente.

Secondo alcune interpetazioni: "di fianco si trovano due statue di guerrieri a simboleggiare i fiumi orientali africani Omo e Giuba, che lui stesso esplorò."

Anche se le simbologie volute dall'artista potrebbero riguardare effettivamente i due fiumi esplorati, ed in effetti l'ambientazione a grotta con l'acqua richiama certamente gli ambienti eritrei ove furono condotte le spedizioni, ritengo che nella nostra epoca sia molto difficile che l'immagine che ci presenta il monumento sia recepita come "esplorazione", "ricerca scientifica" o "fiumi d'Africa".

*Qualsiasi simbolo, anche in stato silente, inerme perchè non più coinvolto dalla quotidianità e dalla cutura presente, viene recepito comunque dall'inconscio di chi lo percepisce.
Lo stato di quiete apparente viene subito trasformato in attivo nel momento in cui i vissuti personali entrano in relazione, in risonanza con il contenuto simbolico, provocando un rafforzamento delle spinte emotive e del modo in cui la realtà viene percepita e valutata dalle persone.

Dunque un monumento che riversa un contenuto simbolico militare, nel quale è evidente la prevaricazione dell'uomo occidentale su quello africano è davvero ancora rispondente alla visione culturale della nostra epoca, alla necessità di un multiculturalismo che ci aiuti nella difficoltà dei rapporti quotidiani con "gli altri"?

Il monumento, come spesso nella nostra società priva dell'attenzione al contesto, al valore dell'insieme e delle corrispondenze, è posto nel piazzale della stazione dei treni, luogo di passaggio obbligato per molti forestieri, italiani e non, e nei pressi dell'Ufficio Informstranieri del Comune di Parma, ove vengono accolti i richiedenti asilo, e tutti coloro che per la loro condizione di "stranieri", necessitano di un supporto per le pratiche amministrative.

(Fonti: wikipedia italia, La Repubblica Parma, www.imonumenti.it, Treccani Online, www.ilcornodafrica.it)

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Di Alex (del 02/09/2014 @ 21:20:19, in Società, linkato 940 volte)

Le persone, nel corso della loro vita, cercano, man mano che crescono come individui, di difendere le loro posizioni e le loro autonomie decisionali.
I figli spesso non accettano consigli e tanto meno intromissioni nelle loro scelte di vita, come quali amici avere, quali compagni i compagne frequentare, quali scuole o studi seguire.
Si vuole decidere da soli chi amare, o di chi innamorarsi, e quali strade, anche sbagliate, seguire, per crescere da soli come individui, e chiarire quali siano le nostre scelte individuali.

Senz'altro, ove questo individualismo non sia esaperato, è un persorso importante per la crescita personale e per la formazione della propria coscienza.

Nella nostra società moderna non si accetta più che sia il patriarca a decidere il marito delle figlie, e il lavoro che dovranno svolgere i figli maschi.

Si esce di casa, ci si affranca dai genitori economicamente e ci si crea la propria strada.

Quindi si ritene assurdo che altre persone decidano per noi.

Gli amici, gli amori, la casa, gli studi, il lavoro, sono aree importanti della nostra vita che non lasciamo in mano ad altri.

Allora mi chiedo: la scelta che riguarda ogni individuo di questo mondo, la decisione di quale valore dare al proprio vivere, quale senso dare alla morte e su che scala di valori costrure la nostra crescita, ossia il proprio percorso spirituale, perchè viene ancora demandato ad altri?

Ci siamo affrancati, in buona parte, da anni di patriarcato, visioni dittatoriali e accademiche, ma per wuanto riguarda il nostro spirito ancora è considerato assurdo che una persona percorra una sua strada personale.

Nella scelta che dov rebbe determinare il senso del nostro esistere, ed anche del nostro morire, demandiamo ad altri di dirci come dobbiamo agire e pensare!

Io credo invece che una scelta così sostanziale sia assolutamente privata e individuale.

Senz'altro un pecorso spirituale si arricchisce dal mettere in comunione i propri percorsi e le proprie riflessioni.

Ma ritengo che chi dedica la sua vita ad un percorso spirtuale abbia il compito di trasmettere la sua esperienza in proposito, non cosiderare la sua esperienza personale come la stessa valida per me o per altri.

Posso rivolgermi ad un professionista per farmi dire come si suona tecnicamente uno strumento, come si disegna, come si pratca uno sport al meglio, ma poi sarà il mio modo che dovrò trovare, il mio sport, il mio strumento, il mio metodo artistico.

Il maestro sa trasmettermi la saggezza del suo percorso, i valori il più possibile universali, ma il vero maestro saprà tirare fuori, maieuticamente, il mio modo di percorrere la strada, non plasmarmi a sua immagine.

Il monaco, il prete, l'imam, lo sciamano, sapranno dirmi come loro hanno fatto la loro ricerca, cosa hanno provato e come sono usciti dalle difficoltà, quali sono le tecniche che per anni hanno sperimentato tante persone e come si possono applicare; io potrò provare a mia volta fino a scoprire la strada più consona al mio sentire, e, volendo, discostarmi da ognuno per arrivare al mio modo di vivere lo spirito e la religiosità.

Ritengo errato il modo con cui le religioni si pongono come strade uniche e come sistemi decodificati bloccati.

Credo debbano esistere tante religioni quanti sono gli esseri umani. Solo così la ricerca spirituale potrà fare un balzo in avanti come accadde un tempo alla ricerca filosofica e letteraria, all'umanesimo.

Quale arricchimento artistico avrebbe avuto l'umanità se ogni artista avesse dovuto stare solo a pochissimi percorsi artistici predefiniti dalla notte dei tempi?

Se davvero una ricerca spirituale si pone senza secondi fini, senza prevaricazioni ideologiche o individualistiche, credo che possa coesistere con milioni di altre ricerche nell'assoluto rispetto del modo di ognuno di percorrere la sua strada.

D'altronde la storia lo insegna: ogni volta che un individuo percorre profondamente una sua strada personale di ricerca spirituale, del tutto avulsa da secondi fini ed elaborazioni di percorsi precedenti, ne nasce una nuova religione. Dunque solo chi di fatto si pone ereticamente dalle religioni codificate è in grado di scoprire nuove dimensioni spirituali e nuovi modi di percorrre la sgtrada della crescita all'interno di sé, questo perchè le religioni codificate per loro natura bloccano la vera ricerca individuale proponendo un percorso già deciso sulla base di scelte ed esperienze fatte da altri.

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Di Alex (del 01/09/2014 @ 19:27:59, in Società, linkato 1714 volte)

Ritengo vi sia una profonda differenza tra fondamentalisti e islamici,

non tutti sono per la guerra e il terrorismo

e non tutti sono per prevaricare con la loro religione le altre,

esattamente come accade tra i cattolici, alcuni sono rabbiosi, alcuni si credono già beatificati, molti sono ipocriti, ma tante sono le persone che vivono e seguono solo il loro percorso.

È impossibile che in un gruppo di esseri umani vi siano tutte persone dello stesso genere, è il motivo per cui hanno senso di esistere le leggi, i corpi di polizia, le culture e gli stati.

La stessa persona è in grado di cambiare moltissimo nella vita.

Per questo è grave decidere della morte di altre persone o altre culture in gruppo, senza rispettare il singolo individuo ed il percorso di ognuno.

Tra l'altro questo è sempre stato l'insegnamento di ogni religione, non travisata, e, prima di tutto, quella cristiana...

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Di Alex (del 08/08/2014 @ 07:29:54, in Consigli tecnici, linkato 981 volte)

Il Root è un metodo per ottenere i privilegi di amministratore sul telefono o il tablet Android, deriva dal sistema Linux ove il comadno "sudo" o l'accesso come root permettono appunto di amministrare il sistema, esattamente come l'account Admnistrator di Windows.

Nel tempo i sistemi operativi (Android, Windows, Linux...) hanno nascosto questo utente potenziato in quanto l'accesso come amministratore permette di modificare il sistema in profondità e quindi è periocoloso sia se utilizzato da utenti non abili, sia accedendo ad internet in quanto aiuta i virus e i trojan ad installarsi nel sistema.

Perchè allora è importante poter accedere come root?

Nei computer Windows è utile per aggiungere funzioni specifiche, lo stesso vale in Android.

Nonotante Samsung (e non solo) si affretti a bloccare il root ad ogni aggiornamento, quantomeno garantendo la perdita immediata della garanzia (del resto non mi è mai capitato di utilizzarla), il root è assolutamente utile se si vuole avere uno smartphone in grado di sopperire alle mancanze dei produttori:

  1. con il root è possibile utilizzare FolderMount, il quale sposta i grossi file e le cartelle di sistema sulla scheda SD facendo però credere al sistema che nulla sia cambiato -> Scheda di memoria interna piccola, come i 9 gb e basta del Galaxy S4, del resto i programmi divengono ogni giorno più pesanti, ma soprattutto necessitano di file di cache..
  2. possiamo abilitare i permessi di root alle appplicazioni Android Assistant o SD Maid, le quali puliscono il sistema dai file di cache come i .thumbnail i file di stornaggio delle immagini e dei video che riempiono in poco tempo la memoria del terminale oltre a rendere troppo attivo il sistema di gestione dei multimedia con conseguente "succhiatura" della batteria, per questo si può utilizzare Rescan Media Root che ferma il processo di catalogazione dei media -> file temporanei, cache e thumbnail, che riempiono i pochi giga rimasti sulla scheda interna
  3. intallazione e funzionamento ottimale di Titaniuim backup, e questo è una grave mancanza di Android: iOs della Apple sal va tutto sul pc. Se cambiate il cellulare o dovete resettare, come facciamo con tutte le applicazioni? Google Play le reinstalla, ma le impostazioni? I livelli dei giochini, magari raggiunti a pagamento? Tutto perso a meni di avere Titanium che, grazie ai permessi root, salva anche tutte le impostazioni e i livelli e li può tranquillamente rimettere dove volete -> impostazioni e livelli delle app si perdono se si reinstalla
  4. la modalità aeroplano per la notte: grazie ai Tasker (es. Profile Scheduler o PhoneWeaver) possiamo dire al nostro terminale di spegnere tutte le antenne e il sonoro per la notte, di fatti dormire con un cellulare attivo vicino, magari sul comodino, sia come antenna normale, sia come GPS, come Bluetooth, come 3G o Wifi è provato sia negativo quantomeno per il sonno, non si sa se anche per la salute. Però con Kitkat, l'ultima versione di Android, il passaggio alla funzione aeroplano non è attivabile automaticamente se non con dei tool (Jelly bean 4 airplane mode, Timed Toggles ...) che richiedono il root per funzionare -> applicare la modalità aereo in automatico
  5. nelle ultime versioni del sistema Android è stato bloccato l'accesso con i filemanager alla scheda sd, in realtà è fondamentale poter salvare lì molte cose e non solo automaticamente da parte dei programmi, anche manualmente spostanto i file per liberare lo spazio sulla scheda interna, vi sono dei tool che con il root sbloccano queste funzioni  -> accedere in maniera illimitata alla sc heda sd
  6. molti produttori mettono in commercio terminali (HTC Cha Cha, Galaxy Chat, Galaxy S3...) con un esigua quantità di memoria RAM, con l'effetto di avere sempre il terminale lentissimo  quasi bloccato a meno di non installare nulla di nuovo, ed in taluni casi neppure così. Nel Galaxy S3 ho risolto installato un file Swap (con Swapper Configuration) sulla scheda che fa da memoria fisica per la Ram, impossibile senza il root; inoltre sull'HTC Cha Cha è ancora peggio per la mancanza fisica di memoria base (Rom) dove mettere i file di sistema, proprio il posto dove si accede con i root e dove vengono salvate le impostazioni, risolto con la creazione di una partizione apposta e Link sd che sposta tutte le app sulla sd invece che sul telefono -> per terminali con poca ram o rom, quasi impossibil da utilizzare quotidianamente o con le app come Facebook e Whatsupp
  7. Vi sono poi molti programmini, seri, che abbisognano del root per funzionare meglio, come alcuni per lo Smartwatch Pebble o per gestire i file o persino per gestire i testi -> funzioni potenziate per alcune app

Senz'altro alcune di queste funzioni descritte sono realizzabili, in parte, anche senza root
inoltre è corretto che i produttori si attrezzino per difendersi dai virus e dagli attacchi alla privacy

però non è corretto che non si possa scegliere se si vuole il massimo della sicurezza o il massimo della funzionalità su di un terminale acquistato a caro prezzo e che noi dobbiamo poi utilizzare giornalmente.

 

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Di Alex (del 02/06/2014 @ 09:30:43, in Società, linkato 923 volte)

Dopo alcuni incontri come costellante come "aiutante", mi permetto di scrivere alcune cose sulle Costellazioni familiari.

Le Costellazioni familiari sono un metodo introspettivo ed altamente emotivo che va a lavorare sulle situazioni antiche ed odierne che ci limitano nel vivere di ogni giorno.

Non sono magiche, per quanto possano dirvi alcune persone, quello che lasciano è un forte senso di appagamento per il fatto ci avere accettato di lavorare su ciò che facilmente ci disturba, oltre ad alcuni spunti molto importante per far evolvere la nostra coscienza e la nostra crescita personale.

Bisogna evidenziare che, lavorando a livello prettamente emotivo, non tutti sono pronti a questo confronto in ogni momento della loro vita.

Ritengo che i pareri discordanti rispetto alle Costellazioni familiari provengano:
prima di tutto dall'esistenza di facilitatori non preparati a dovere e magari non in grado di gestire quello che può derivare dagli incontri,
inoltre credo che spesso si facciano accedere agli incontri persone che in quel momento non sarebbero nel periodo giusto della loro esistenza per recepire ed accettare una forte spinta al cambiamento.
Non rispettare la dimensione emotiva delle persone e la qualità del lavoro in questi campi è molto grave e senz'altro provoca molti più problemi di quelli che potrebbe risolvere.

Altro elemento riguarda come l'uomo occidentale di oggi accolga ogni nuova disciplina di crescita interiore;
spinto dal consumismo e dal sistema pubblicitario, tecnologico e da una miriade di racconti letterari e cinematorgrafici che inneggiano alle soluzioni ed alle vittorie magiche della vita,
cade inesorabilmente nel desiderare e volere solo strumenti che siano risolutivi immediatamente, che non comportino lavoro e sofferenza e nemmeno il tempo corretto.

Questo atteggiamento è estremamente irreale: non esiste strumento, che sia davvero efficace, per un cambiamento interiore, per una propria crescita personale, che possa essere veloce o portare giovamento senza una fase di difficoltà, di lavoro lungo ed estenuante.

Pensiamo ad una cura e ad una convalescenza dopo un trauma o un intervento di una certa entità: ogni persona reagisce in maniera soggettiva, ha un tempo preciso per essere in grado di ricevere questo intervento ed un decorso lungo, con fasi doloranti, fino ad ottenere un nuovo equilibrio ed una nuova vitalità.
Lo stesso vale per un lavoro interiore, psicologioco-emotivo, inerente la crescita evolutiva di una persona.

Le Costellazioni familiari quindi non risolvono nulla, ma aiutano ad avere uno spunto, un avvio, una liberazione emotiva che lascia aperte molte strade, senza percorre le quali però non si ottiene nulla.

Le soluzioni provengono solo da noi, solo il nostro impegno e la nostra scelta di evolvere è abile per raggiungere non una soluzione, in quanto nel campo in cui siamo non si risolve nulla, ma dei traguardi che aprono nuove strade e nuove modalità di esistenza.

Se si ritiene che questo percorso possa essere utile conviene contattare un professionista, un facilitatore che conosca a fondo la materia ed abbia una buona esperienza.

Io, personalmente, sono sempre molto soddisfatto di ogni incontro a cui ho parteciato, e considero le Costellazioni familiari un'ottima occasione di lavoro, ma non alternativa a tutto il resto: le discipline orientali, la psicanalisi.
Nell'ultimo periodo ho seguito alcuni corsi di Mediazione dei conflitti (secondo la scuola umanistica), ascolto empatico e gestione dello stress, e devo dire che anche questi strumenti, motlo più intellettuali, con un contesto più legato al lavoro, permettono di acquisire punti di vista e strumenti di lavoro ottimi, anche se, ritengo molto più di carattere pratico visto il contesto, utili a livello personale se si ritene di integrarli con un approccio più approfondito e mirato.

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Di Alex (del 21/12/2013 @ 17:49:44, in Consigli tecnici, linkato 3161 volte)

Dunqueun po' di tempo fa ho voluto provare una sigaretta elettronica, di quelle usa e getta, presa dal tabaccaio.

Una sorpresa, prima di allora neppure ci pensavo, sfumacchiavo qualche sigaretta in prestito, con una media di un massimo di 15 al mese.

Tempo fa fumavo la pipa e devo dire che mi manca il gesto, il fumo, la lentezza, il modo di fumare "meditativo".

Dicevo quindi della sigaretta elettronica, ora la fumo e vi racconto un po' come ci sono arrivato.

Intanto perchè la sigaretta elttronica e non quella normale?
Vi sono varie ragioni:
la sigaretta normale ->

-dà un colpo in gola moto sensibile, brucia,
-e la sensazione del fumo nei polmoni è molto interessante, specie d'inverno;
-a me non dispiace neppure l'effetto che alcune sigarette hanno di accelerare i battiti, dare un senso di intontimento, e, per chi ha la pressone molto bassa ed è bradicardico come me, provoca anche un velocizzazione delle funzioni cerebrali, ci vedo meglio, o mi sembra, insomma un effetto drogante di qualche secondo che non disdegno;
-però lascia la gola irritata
-riduce le difese immunitarie
-aumenta il rischio di mal di gola e raffreddore
-lascia l'alito puzzolente,e anche le dita
-il fumo rilasciato è quanto di più schifoso esista e ringrazio spesso la legge che le ha vietate nei luoghi chiusi
-molto probabilmente accelera il rischio di tumori ai polmoni
-ha delle scorie persistenti e puzzolenti: cenere e filtri assolutamente non biodegradabili
-ha un certo costo che viene alzato ad ogni sfuriata del governo
-brucia quindi ha sempre il riscio di briciare qualcosa, quindi occorre attenzione ed è scomoda da utilizzare con altre cose in mano

la sigaretta elettronica ->

-crea un colpo in gola meno forte, ma non disdicevole se c'è la giusta quantità di nicotina nel liquido scelto
-essendo vapore ha un certo effetto anche nei polmoni, ma senza essere così potente come quello della sigaretta normale
-non emette fumo ma solo vapore, dunque nessun problema in auto, in casa, con altra gente
-si possono scegliere più sapori, anche se devo dire che quelli tabaccosi sono terrificanti e non assomigliano nemmeno un po'
-probabilmente anche queste hanno un effetto sui tumori ai polmoni, ma credo ne più ne meno delle altre, anzi queste non ahnno catrame, colla della carta, filtro di plastica...
-non bruciano, non lasciano cattivi odori in bocca o fuori, non hanno scorie
-hanno il fastidio di dover ricaricarle sia come liquido che come batteria, ma per il mio utilizzo non vanno male.

Quindi ecco perchè ho scelto la sigaretta elettronica: alla lunga costa meno, ha molti effetti secondari in meno, al limite è dannosa come quell'altra, è molto, ma molto più comoda, la tengo in tasca e la uso senza pensare al fumo o  al fuoco!
Ho cominciato provando una Vapelux Sisha al tabacco light, è fenomenale, sapore come quello del tabacco light della pipa, compatta (grossa come un toscano), posso fumarla senza tenerla in mano, unico incoveniente: costa 8€ e dura 500 fumate, insomma un po' costosetta; allora ho pensato ad una sigaretta simile, ma ricaricabile: la 510T, ossia una sigaretta compatta, ma con batteria e contenitore tank, non perde e si tiene in tasca agevolmente, ho provato vari sapori, il vapporizzatore e anche il cartomizzatore, ma effettivamente funzionava malino, spesso si bruciacchiava e non teneva molto liquido, inoltre le batterie automatiche non funzionavano bene come quella usa e getta, occorreva utilizzare quelle con il tastino, che però sono delicatissime e si rompono con nulla.
Allora ho preso una Volari, una eGo, sembra un pennarello di quelli indelebili, ma il vapore è tanto, si fuma come una pipa, contiene molto liquido e ha una buona batteria, così ho raggiunto la sigaretta definitiva.
Peccato colo che si debba sempre utilizzare il tastino, e non sia a tenuta stagna perfetta, andrebbe portata in giro più che altro dritta in veriticale; insomma non è ancora una cosa ottima, ma si avvicina.

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Di Alex (del 11/10/2013 @ 18:49:47, in Società, linkato 941 volte)

Se per bivacco si intende sdraiarsi e gozzovogliare non è grave, se per bivacco si intende sedersi e baciarsi è buona cosa, se per bivacco si intende mangiare e bere mentre si parla ben venga!

I monumenti vanno preservati dai vandalismi, dalla sporcizia, dall'uso non consono, dallo smog e dalle norme che li trasformano in pietre morte!

Se gli spazi artistici diventano museo non sono più vissuti nel qutidiano e sono destinati a morire.

Un monumento NON deve essere solo per i turisti, mai!

L'arte, l'architettura, sono state pensate per essere vissute e fruite, anche nel quotidiano o sono pietre inutili da buttare giù.

Quindi una norma che vieta di bere e sdraiarsi presso o su un monumento che possiede spazi appositi per sedersi e viverci è ASSURDA.

Se esiste un problema di bivacco, inteso come gozzovigliare, bere e mangiare lasciando sporco ocreando capannelli di gente molesta per gli altri, allora va risolto, ma non con interventi proibizionisti, ma sociali.

Altre forme di vissuto degli spazi urbani sono da contenere, e nel contempo agevolare!

Fare vivere una piazza duomo ai giovani solo come gita scolsatica e non come chiacchere con gli amici o persino concerti improvvisati significa uccidere la città e quegli spazi, anche nella memoria dei cittadini futuri, che ci metteranno poco a trasformali in centri commerciali.

Vergogna.

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Di Alex (del 11/10/2013 @ 08:00:40, in Informatica, linkato 801 volte)

Sapevamo che iOs nasceva come sistema chiuso, anche se poi con il jailbreak (rottura della prigione ndr) si riusciva ad ottenere la libertà di aggiungere funzioni non previste dalla casa Apple, perdendo però la garanzia (su prodotti di grande costo) ed in taluni casi la stabilità, oltre al problema degli aggiornamenti che immancabilmente bloccavano tutto.

Sapevamo che invece il WebOs nasceva aperto, con una app apposita per abilitare le funzioni di developer (di sviluppatore), oltre ad essere diventato Open come sistema...

Alla fine infatti scegliemmo (ho scelto) Android, ancora giovane alla versione 2, ma che presto si è sviluppato.
Il sistema nasceva Open nel senso che la struttura (i firmware) vengono spesso dati in pasto ai programmatori, inoltre un tempo la procedura per rendere possibili alcune funzioni di sistema elaborate (il root) era veloce e semplice.

Ed ecco che nel momento di maggiore successo (ha superato tutti gli altri e continua a crescere) saltano fuori alcune scelte pericolose...

Ricordo l'HTC Chacha che ha sbloccato il sistema di boot permettendo il root dopo una anno dall'uscita...
Ma il punto è che Samsung, con la scusa della sicurezza, utilizzando il metodo Knox, blocca ogni possibilità di fare dei root senza danni, certo si perde la garanzia sostanzialmente, ma anche la possibilità di fare aggiornamenti come nell'iOs.
Inoltre la scelta di bloccare per area geografica i terminali rende molto fastidioso il poter acquistare dall'estero hardware particolari o solamente usati a buon prezzo.

Insomma Google / Android / Samsung hanno paura e rischiano di ottenere proprio ciò che, alla lunga, ha sempre tagliato le ali alla Apple e a tutte le marche proprietarie che limitano molto l'apporto degli sviluppatori free (come Symbian etc) e la possiblità di personalizzare ciò che è mio dato che l'ho acquistato e non a buon prezzo..

Ovviamente è accettabile la perdita della garanzia, ma assurdo che non possa scegliere di appplicare certe funzioni avanzate quando queste esistono e sono utili per fare funzionare bene lo strumento che è mio.

---

La mia proposta è questa: perchè avvengono gli aggiornamenti? Per migliorare grafica e funzioni... però in alcuni casi portano complicazioni e rallentamenti, ed in questo caso anche molte limitazioni; allora se il nostro terminale funziona bene io eviterei aggiornamenti di sistema e anche quelli di alcune applicazioni.

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