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 alba... di Alex
 
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La bellezza nell'arte: la complessità naturale ricondotta all'equilibrio tramite profonde risonanze interne.

Alex
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Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.

Di Alex (del 13/06/2006 @ 08:16:38, in Società, linkato 1024 volte)
Sono ormai certo che gli arroganti siano la prima causa dello sfacelo dell'Italia di oggi.
 
Di Alex (del 01/07/2006 @ 11:09:34, in Società, linkato 1635 volte)
Vi sono persone che hanno un'energia pulita e ballano davvero credo che non sia solo il loro aspetto, ma anche dentro... E hanno affetto sicuramente sugli uomini, forse su tutte le energie presenti in natura...
 
Di Alex (del 05/11/2006 @ 18:45:26, in Società, linkato 1123 volte)
Pensate, pensate a quando si diceva:
autunno... cadono le foglie, e su tutte le raffigurazioni di quella stagione, sui libri per bambini, sulle carte da parati, nelle riviste, autunno veniva raffigurato con le foglie a terra e le castagne, stessa cosa per l'estate con la spiga...
oppure l'inverno con la neve o la primavera con i fiori e le rondini.
Sembrano stupidaggini da bambini anni trenta, ma pensate al fatto che ora non è più così.
Da una sensazione di fasi naturali si è passati ad un ciclo prettamente economico: autunno, arrivano i saldi e la finanziaria; inverno, bolli da pagare, feste di natale e ultimo dell'anno; primavera, pasqua, tiro fuori lo scooter e la moto; estate, piscina e mutuo per fare le vacanze!
I ritmi naturali che scandivano lanostra vita e ci legavano alla realtà del nostro essere come animali nella natura sono sotituoiti da situazioni legate al lavoro, ai soldi e alle feste comandate che altro non sono se non feste del consumismo...
 
Di Alex (del 13/02/2007 @ 08:08:07, in Società, linkato 1143 volte)

Assurdo,
lo scontro prettamente politico che sta avvenendo contro questa legge sulle coppie di fatto tra Stato e Chiesa ha i contorni di una novella di Kafka..
I cattolici proprio come tali, non credo che potrebbero mai scegliere questo tipo di convivenza, per cui non corrono alcun rischio, i non cattolici, invece, la scelgono da anni, e lo stato è tenuto a prendere atto delle situazioni dei cittadini per eviscerarne la migliore gestione legislativa.
Non vedo quale sia il problema.

La Chiesa ha la coda di paglia credo, da anni ormai mi sento più cristiano e non solo che cattolico.
Il matrimonio cattolico ha acquistato tutte le caratteristiche di un rito per nulla spirituale, consumistico, capitalistico e totalmente ipocrita.
E' divenuto, a mio parere, molto più sobrio, interessante, emotivo ed in grado di fare sentire la vicinanza dei duo nuovi coniugi, il matrimonio civile, forse proprio per la situazione scarna, sobria e un po' avvilente che propone.

Certo, nulla vieta ad una istituzione importante come la Chiesa cattolica di valorizzare le scelte del suo credo; inoltre spesso si è cercato di tornare ad una spiritualità più vera e ad una vita più intensa, senza tutte le sovrastrutture borghesi, consumistiche.
Però credo che alla fine, sarà per i metodi, sarà per i modi, si sia riuscito solo ad assecondare i peggiori atteggiamenti borghesi, gretti e senza sentimenti veri.
credo invece, fermamente, che il messaggio de Vangelo fosse molto più intenso e rivoluzionario, che l'amore fosse ciò che doveva, da allora in poi, vincere in ogni scelta di vita.

Non le strutture, non le ragioni di stato, non le regole settarie, non le deformazioni di chi è in un ruolo di potere, ma l'amore spurio, profondo, pulito, che rispetta ciò che è sacro: la natura, gli esseri viventi, gli altri uomini per come sono.
Siamo molto lontani da quello, MOLTO.

 
Di Alex (del 13/02/2007 @ 08:31:48, in Società, linkato 1631 volte)

Ancora oggi vengono assassinati centinaia di cani con i bocconi.

E' successo ancora con un cane molto buono e assolutamente incapace di andare a caccia, amato da grandi e bambini.
Non è solo incivile, secondo la frase, credo, di Leonardo da Vinci, che diceva qualcosa come "Il livello di civiltà di un popolo si può misurare da come rispetta gli animali"; credo sia espressione di stupidità e bassezza di valori e di etica.

Uccidere animali con del veleno è segno di profonda deficienza e mancanza di conoscenza, quindi chi uccide dei cani, e altri animali da cortile o mette a repentaglio la vita di bambini per eliminare le volpi o simili è incosciente e profondamente stupido.
Ma chi uccide volontariamente i cani di una famiglia è un essere rivotante: il danno che provoca è economico, sociale, affettivo e psicologico.

Pensate quanti soldi si spendono per un animale di casa, pensate se quell'animale ha anche una funzione economica come la ricerca del tartufo o la caccia; considerate quindi l'importanza che assume un cane per gli incontri sociali (chi lo possiede lo sa);
riflettete sul fatto che il cane è sempre un catalizzatore di affetti, massimo per i bambini che vivono così un trauma della morte molto prima che abbiano raggiunto un'età nella quale vi si possano confrontare, per loro è come perdere un compagni di scuola!

Senz'altro gli adulti soli, ma persino quelli più pratici, che utilizzano il cane solo per motivazioni specifiche non possono esimersi dal provare affetto.
Considerate infine quante cure, tempo, e sacrifici comporta la cura di un animale, quanto valga come antistress e strumento emozionale psicologico e capirete infine che terribile situazione sia vederselo ammazzare da qualche bastardo con il cervello deformato dall'invidia, dalla sete di potere o di guadagno.
CHE SCHIFO.

Mi interesserò sulla situazione legislativa e VORREI PROPORRE UNA RACCOLTA DI FIRME PER OTTENERE UN INASPRIMENTO DELLE PENE ED UNA PIU' ADEGUATA STRUMENTAZIONE PER RISALIRE CON CERTEZZA A COLORO CHE COMMETTONO QUESTE NEFANDEZZE.

Chi uccide senza scrupolo esseri viventi che sono così importanti per altri uomini non credo che ci metta molto ad essere pericoloso per tutta la società, andrebbe scacciato e imprigionato come prevenzione.


Invece so che anche chi viene ritenuto colpevole può continuare a fare i cacciatore, ad avere una vita sociale comune e a continuare senza rischi nella sua pratica delittuosa.
CHE SCHIFO.

 
Di Alex (del 13/02/2007 @ 21:43:08, in Società, linkato 1187 volte)

Possibile che ci si perda in così poco?

La discussione sui pacs, le guerre inutili, gli strapoteri che essendo in crisi forzano la mano su tutto, centinaia di persone ricchissime che frondano da tutte le parti senza rirtegno e senza che nessuno le fermi, distruggento tutto: dignità, libertà, vitlaità, affetti, setbnimenti,. natura, cibo, acqua.

Siamo in mano ad una società il cui unico fine è il profitto ed il poter per farlo, che bombarda di messaggi su come sia bello poter spendere, viaggiare, essere famosi (anche se per finta e senza nessun motivo), non morire, non soffrire, non invecchiare.

Gli stolti borghesi fanno finta di non accorgersi che tutt quest n può che procare la lenta agonia di migliaia di persone e si fingono sorpresi ed adirati nel vedere situazioni come il G8 a Genova, l'esistenza delle nuove BR, il caso Welby, la legge sui pacs, etc. etc.

Eppure sempre meno si fa per descrivere davvero quello che accade:

sappiamo che il simbolo ha un effetto profondo, immediato ed inconscio nell'uomo, ed in generale negli esseri viventi, infatti è uno degli strumenti più importanti della psicanalisi, si vedano gli atti di psicomagia (A.Jodorowsky), lo psicodramma, gli oggetti transazionali, i sogni, le religioni e le sette, i riti religiosi, personali, pagani ed infine la pubblicità;

da anni vorrei scrivere un saggio che descriva come i simboli siano stati sempre gestiti dai governi, dalle religioni, dai re e dai santoni, dalle sette, insomma da tutte le espressioni del potere, i greci, i romani, i crisitiani, i longobardi, gli ortodossi, la chiesa e l'impero nel medioevo, gli studiosi medioevali, i signori del rinascimento, la chiesa della controriforma, i re delle nuove nazioni, i signori dei nuovi stati, le massonerie, le nuove sette nazionaliste, il fascismo, il nazismo, fino ad oggi, quasi;

gli artisti trasmettevano, gli studiosi interpretavano, i critici elaboravano, ma sia chiaro: ciò che veniva detto era ciò che si voleva fare sapere e come si voleva farlo sapere: fare vincere una certa maniera di dipingere era fare vincere un acerta scuola di pensiero e un certo modo i utilizzare i simboli. La storia dell'arte è molto più storia del pensiero, documento di un metodo di mistificazione della realtà che vero studio dell'arte, almeno fino agli anni sessanta del secolo scorso, e molto ancora adesso...

Quindi i simboli venivano acqusiti e rielaborati dal nuovo potere che soppiantava il precedente e si confrontava con altri che avevano a loro volta i loro simboli, si veda la Chiesa cattolica come ha trasfromato inglobandoli tutti i simboli pagani, ma è anche ovvio che prima del millenovecento le immagini e i simboli erano molto importanti in una cultura che si basava sulla tradizione orale, su pochi scritti e su molti analfabeti, quindi sembra tutto molto lontano: errato.

La nostra epoca impone un nuovo modo: mentre i simboli e tra questi gli archetipi, i più importanti perchè i più antichi e profondi, base per gli altri, venivano inglobati e ririempiti di significato profondo al servizio del nuovo potere, nel secolo scorso si è cominciato un sistema nuovo, devastante: svuotare i simboli e riempirli di significati superficiali, spuri, decontestualizzarli, creare insomma una rete simbolica schizofrenica che risponde non più all'esigenza di un potere diretto, fatto di uomini, armi, editti e possessi reali, ma di un potere sottile e preciso, in grado di spingere migliaia di persone verso indicazioni consumistiche e di pensiero senza che queste se ne accorgano.

Provate ad osservare i documentari di oggi, i quiz e le riviste, non percepite che ciò che cerano di trsamettere non è tanto l'argomento, ma anche una forma di fanatsimo nei confronti della tecnica, del pensiero scientifico, delle capacità dell'uomo di oggi? Un tempo si chiamava "progresso", poi negli anni sessanta gli si è fatto un processo, si è capito che provocava la morte delle ideologie, dei valori, dei sentimenti, che inquinava e arricchiva pochi; per cui gli hanno cambiato nome, hanno detto che la tecnologia ci avrebbe permesso di fermare l'inquinamento, di aumentare l'informazione, di migliorare i rapporti umani, di ridistribuire la ricchezza e hanno continuato imperterriti sulla stssa strada, solo con un rinomina file.

Sembra un'ipotesi molto dietrista, è vero, ma provate a pensare cosa accade se dvvero le forme geometriche, gli alberi, i suoni, i colori, le onde elettromagnetiche, le emozioni degli altri, la vista di un movimento, le linee curve e quelle rette, i simboli più complessi come quelli religiosi avessero il potere di stimolare in noi un modo di sentire ed un modo di pensare e fossero anche elementi importanti per il nostro equilibrio psicofisico... cosa accadrebbe se si sovrapponesse al simbolo piacevole del sole caldo e rotondo il fatto che appena lo vediamo dobbiamo bere qualche bibita fresca con le bollicine o riflettere sulle due settimane di vacanze che ci rimangono?

Si dice che la musica, la calma, il respiro lento, le linee curve e i colori caldi rilassino: guardate un solo attimo le nostre città, la nostra vita, il nostro lavoro: quanto rimane di rilassante?

Ma infine non è forse vero che viviamo in una struttura sociale che non ha alcuna intenzione di indulgere nei sentimenti, a meno che non servano per un bel reality o un serial, o per condire la pubblicità, non accetta assolutamente chi non la pensa secondo i canoni, cosnidera vincente solo chi è dispotto a tutto per vincere e chi non ha successo, secondo le sue regole, è solo un fallito?

Si parla dei pacs, ma credo che la partita contro una società che sposa le persone con riti costosissimi, con trenta massimo quaranta minuti di riflessione spirituale, piena di ipocrisie e sorrisi di cortesia, regali d'occasione e poi abbandona i nuovi coniuigi ad una vita in cui occorre produrre, pagare più del 50% di tasse, ed essere vincenti, abbronzati e ricchi, con figli depressi e nevrotici, portandoli ad una facile separazione legale, sia persa da tempo.

La sensibilità, non tanto le emozioni, il sentimento non i sentimentalismi, la curiosità, non la pedanteria delle nozioni, la criticità, non il parlare a vuoto per farsi vedere, insomma una dimensione più leggera ma più profonda, che rispetti natura e uomo credo sia l'unica via possibile.

 
Di Alex (del 11/03/2007 @ 21:21:42, in Società, linkato 1083 volte)
Mercoledì sera 7 marzo, concerto dei Deep Purple.
Ora capisco quando dicono che i cantanti di oggi non hanno più voce!
C'è una bella differenza, inoltre la pulizia del suono e il piacere di avere un cantante che fa solo quello e anche la storica tastiera che accompagna la musica!
È molto diverso da oggi! Wow.
 
Di Alex (del 11/03/2007 @ 21:22:26, in Società, linkato 1062 volte)
La Majeutica, fare uscire ciò che sta già in ognuno di noi, sia in campo culturale che spirituale, ritengo sia l'unico strumento valido per insegnare e fare un percorso assieme alle persone che imparano.
Qualunque maestro che si consideri superiore ed abbia successo entra in un vortice che spesso lo porta all'arroganza e di conseguenza a perdere la saggezza per la quale poteva insegnare ad altri.
Lo stesso si può dire di una religione che invece di valorizzare le altre forme si spiritualità si considera unica via.
Pensate gente pensate.
 
Di Alex (del 11/03/2007 @ 21:24:27, in Società, linkato 2471 volte)
Ieri sera in centro a Bologna mi sono imbattuto in una bellissima drogheria in legno, con gli scaffali pieni di leccornie, stile anni 50.

Drogheria della Pioggia


Un'atmosfera dolce e bellissima. Anche nel centro di Bologna, vicino a piazza Maggiore, vi sono piccoli negozietti in stile anni 50 e fine 60 con insegne antiche d'epoca e le scaffalature in legno.
Che differenza con i negozi moderni metallo, vetro e plastica, sintetici e sterili la cui sensazione di modernità si sposa con la freddezza e la mancanza di storia e di profondità.
Io quando da bambino entravo in questi negozietti con i commessi ancora inappuntabili, che facevano quel mestiere da una vita e apprezzavano fare due chiacchiere, sentivo il legame tra il moderno degli anni sessanta e l'eredità del passato postbellico, un piacevole calore di cose semplici e ottenute con impegno quotidiano.

 
Di Alex (del 23/03/2007 @ 18:07:55, in Società, linkato 1222 volte)
Le prime leggi sugli stranieri che immigrano in Italia appartengono agli anni ’80 e ai primi anni ‘90 (943, legge Martelli) e sono modifiche rispetto alle norme regie e fasciste ancora in vigore, proprio in quel periodo si è evidenziata una nuova situazione (effetto anche delle guerre moderne) che necessitava di un nuovo corpus di leggi per regolamentare gli afflussi e la permanenza, la prima legge organica è la legge Turco-Napolitano, poi definita 286, del 1998.
Successivamente è stata approvata una legge (Bossi-Fini o 189 nel 2001) che si confrontava con una situazione notevolmente ampliata come quantità di afflussi e richieste degli stranieri già presenti sul territorio. Quest’ultima legge, e le sue successive modifiche, ha però avuto un effetto sconvolgente nei confronti del cittadino straniero.

Infatti la naturale esigenza di uno Stato che debba far fronte ad un fenomeno immigratorio sul suo suolo dovrebbe essere quella di regolamentare l’accesso ed integrare le persone presenti sul territorio inserendoli nella situazione sociale ed economica già presente.
Diversamente l’ultima legge ha avuto l’effetto di rendere difficoltosa l’integrazione, esasperare la complessità dei procedimenti burocratici per ottenere documenti ed altre facilitazioni, con l’effetto di far rischiare l’illegalità  a cittadini anche già inseriti e persino integrati (non riuscendo questi a produrre sempre tutte la documentazione e le garanzie richieste), e mantenere spesso chi arrivasse in Italia in uno stato di difficile soluzione integrativa.
Sicuramente è da punire chi scelga di delinquere, senz’altro non è funzionale alla società chi segue sistemi illegali (stranieri e non), ma sembra assurdo costringere, a volte senza possibilità di scelta, centinaia di persone a scivolare nell’illegalità o a sceglierne fin dall’inizio la strada ponendo difficoltà a volte insuperabili a livello amministrativo.

La nuova legge proposta dal Governo Prodi sembra puntare in un’altra direzione, riavvicinandosi alle scelte dei primi anni ed assicurando, pur con le dovute verifiche, una possibilità maggiore agli stranieri di poter fare un percorso lavorativo e sociale conveniente.

Un problema comune a tutte le scelte fatte fino ad ora in campo giuridico è stato quello di non contemplare coerentemente tutte le situazioni possibili, rimangono molte zone grige nelle leggi tali da rendere possibili varie interpretazioni o casi particolari che non hanno una definizione specifica nel corpus legislatorio. Sono accaduti anche casi di contraddizioni tra successive promulgazioni.
Occorre anche tenere conto del fatto che le leggi nazionali sono applicate a livello provinciale dalle Questure dei capoluoghi, questo comporta che quando la legge non è chiara ogni Questura interpreta in maniera particolare la sua applicazione, determinando una differenziazione di comportamenti a seconda dei luoghi. Più la legge è restrittiva più è facile che si cada in queste situazioni.
Va considerato il fatto che spesso le reali possibilità di regolarizzazione ed integrazione devono confrontarsi con le norme, ma anche con le situazioni specifiche, si occupano delle prime le istituzioni, delle seconde i servizi sociali, anche se spesso accade che le necessità economiche e le scelte dirigenziali portino anche questi ultimi verso decisioni più amministrative, ledendo il giusto contrasto democratico tra chi si occupa di burocrazia e chi di fattori umani.

I CPT avrebbero dovuto essere centri di accoglienza per coloro che erano giunti in Italia senza nessun documento o visto dell’ambasciata che permettesse loro di regolarizzarsi.
In realtà si sono ben presto trasformati in centri di detenzione, con tutte le conseguenze che questo può comportare: cittadini stranieri indotti a delinquere per sopravvivere e completamente a carico dello Stato.

La nuova legge, in discussione in questi giorni, reindirizzerebbe i cittadini non regolari nei veri centri di accoglienza, dai quali, se hanno le condizioni adatte, potrebbero iniziare un percorso di regolarizzazione inserendosi come parte attiva della società, e i Cpt, ridotti di numero, come centri di detenzione provvisoria per gli stranieri da espellere. Ripristinando una corretta interpretazione degli strumenti e un rispetto della persona più degna di un paese con una cultura adulta.
 
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